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Efficacia ricognitiva

Definizione

La caratteristica di un atto che si limita a confermare o dichiarare l'esistenza di una situazione giuridica già esistente.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Disconoscimento rapporto lavoro agricolo: la prova spetta al bracciante
L'ente previdenziale ha disposto il disconoscimento rapporto lavoro agricolo per una bracciante, cancellando le giornate denunciate per simulazione contrattuale. La lavoratrice ha impugnato il provvedimento lamentando difetti di motivazione amministrativa e l'inversione dell'onere probatorio. I giudici di merito hanno respinto il ricorso per mancata dimostrazione dell'effettiva prestazione lavorativa. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato il rigetto integrale delle richieste. Il disconoscimento adottato dall'ente fa decadere il valore presuntivo dell'iscrizione negli elenchi, imponendo alla lavoratrice l'onere rigoroso di provare l'esistenza reale, la durata e l'onerosità dell'impiego.
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Agevolazione ICI immobili storici pubblici: spetta il rimborso
Un Ente Pubblico richiede al Comune il rimborso dei versamenti tributari eseguiti per gli anni 2009-2011, rivendicando l'agevolazione ICI immobili storici per un edificio monumentale di sua proprietà. L'Amministrazione Comunale nega il rimborso, sostenendo l'assenza di un tempestivo decreto ministeriale di vincolo culturale e contestando il potere del Presidente dell'Ente nel conferire la procura all'avvocato. La Corte di Cassazione accoglie le ragioni dell'Ente proprietario, stabilendo che il Presidente detiene la piena rappresentanza processuale. Inoltre, per i beni di proprietà pubblica la legge presume l'interesse culturale fin dall'origine. Il successivo provvedimento ministeriale ha solo valore ricognitivo e non priva il bene del beneficio fiscale retroattivo. Il Comune perde la causa e subisce la condanna al pagamento delle spese di lite.
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Contribuzione volontaria: no al riscatto dopo 35 anni di stop
Un professionista chiedeva di riprendere il versamento della contribuzione volontaria all'INPS dopo trentacinque anni di interruzione, basandosi su un'autorizzazione del 1977, per ottenere la pensione in totalizzazione. La Corte d'Appello accoglieva la domanda, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. I giudici hanno stabilito che, in caso di interruzione autonoma, la ripresa della contribuzione volontaria richiede il possesso dei requisiti di effettiva contribuzione nei cinque anni precedenti la nuova domanda, secondo la legge vigente al momento della richiesta. La Suprema Corte ha accolto i ricorsi dell'INPS e della Cassa di previdenza, cassando la sentenza e rinviando la causa per un nuovo esame.
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