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Eccezione Di Incompetenza Per Territorio

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Eccezione di incompetenza per territorio: quando non basta
Una banca creditrice otteneva un decreto ingiuntivo verso la debitrice principale e due garanti per un finanziamento non rimborsato. Gli ingiunti si opponevano sollevando l'eccezione di incompetenza per territorio del tribunale adito: chiedevano di spostare la causa presso il tribunale della propria residenza e sede aziendale. Il tribunale respingeva la richiesta perché i debitori avevano omesso di contestare tutti i criteri concorrenti di collegamento previsti dal codice di rito. I debitori impugnavano il provvedimento dinanzi alla Corte di Cassazione con regolamento di competenza. I giudici supremi hanno rigettato il ricorso, confermando la piena validità del tribunale scelto dal creditore. Chi solleva l'eccezione deve infatti escludere espressamente ogni foro concorrente alternativo, inclusi il luogo di stipula e di esecuzione del contratto, a pena di inammissibilità.
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Regolamento di Competenza: Inammissibile se la Decisione è Provvisoria
Una società immobiliare, citata in giudizio, sollevava un'eccezione di incompetenza territoriale. Il Tribunale rigettava l'eccezione con un'ordinanza che la definiva 'non fondata' in modo sommario. La società proponeva quindi un regolamento di competenza alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: il regolamento di competenza è ammesso solo contro decisioni che risolvono la questione in modo definitivo e inequivocabile. Un'ordinanza che esprime un giudizio provvisorio e non motivato in modo esaustivo non è impugnabile con questo strumento, pertanto la causa deve proseguire davanti al giudice originario.
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Assegno di mantenimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19650/2023, ha rigettato il ricorso di una moglie che contestava la sentenza della Corte d'Appello di Perugia in una causa di separazione. La ricorrente lamentava l'errata individuazione del tribunale competente, vizi procedurali e un importo dell'assegno di mantenimento troppo basso (€200 mensili). La Suprema Corte ha confermato la decisione, stabilendo che la competenza si radica nell'ultima residenza comune dei coniugi e che la quantificazione dell'assegno era corretta, tenuto conto della breve durata del matrimonio e della capacità lavorativa della donna, pur con un reddito difficilmente quantificabile.
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