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Doppio Contributo Unificato

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Provvedimenti

Cessazione materia del contendere: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un lungo contenzioso fiscale per cessazione materia del contendere. La controversia, nata da un avviso di accertamento per Irpef e Irap, si è conclusa dopo che il contribuente e l'Agenzia delle Entrate hanno raggiunto un accordo transattivo, con il conseguente pagamento delle somme concordate. La Corte ha quindi preso atto della conciliazione, estinguendo il giudizio e compensando le spese legali.
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Carenza di interesse: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a causa della sopravvenuta carenza di interesse delle parti, che avevano raggiunto un accordo transattivo. A seguito di un giudizio sull'inefficacia di una compravendita immobiliare, il debitore aveva impugnato le decisioni sfavorevoli. Tuttavia, prima della decisione finale, un accordo ha posto fine alla controversia. La Corte ha stabilito che in questi casi di inammissibilità sopravvenuta, non è dovuto il pagamento del doppio contributo unificato.
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Estinzione del processo per rinuncia: il caso esaminato
Un soggetto privato aveva presentato ricorso contro una delibera di un'autorità di vigilanza. Prima della decisione, ha rinunciato al ricorso con l'accettazione della controparte, che ha anche concordato sulla non debenza delle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, chiarendo che in questi casi non è dovuto il pagamento del doppio del contributo unificato.
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Carenza di interesse: appello inammissibile dopo la rottamazione
Un contribuente si oppone a intimazioni di pagamento basate su vecchie cartelle esattoriali. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ricorre in Cassazione. Durante il processo, aderisce alla "rottamazione" pagando il debito. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, estinguendo di fatto il contenzioso.
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Definizione agevolata: estinzione giudizio tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un procedimento tributario a seguito dell'adesione dei contribuenti alla definizione agevolata (c.d. "rottamazione quater"). Il caso riguardava una controversia sull'imposta di registro su una sentenza civile. Avendo i ricorrenti documentato il pagamento integrale delle somme dovute, la Corte ha sancito la cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate e escludendo l'applicazione del doppio contributo unificato.
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Estinzione processo tributario per rottamazione quater
Una contribuente, durante un ricorso in Cassazione contro una cartella di pagamento, aderisce alla definizione agevolata (rottamazione quater). Avendo fornito prova del pagamento, la Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo tributario, stabilendo che le spese legali restino a carico di chi le ha sostenute e che non sia dovuto il doppio contributo unificato.
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Estinzione del giudizio tributario: la Rottamazione
Un contribuente, durante un ricorso in Cassazione contro un avviso di accertamento fiscale, ha aderito alla "rottamazione quater". Avendo pagato integralmente quanto dovuto e presentato la relativa documentazione, ha richiesto l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, dichiarando la cessata materia del contendere, poiché l'adesione alla definizione agevolata e il relativo pagamento hanno risolto la controversia, rendendo superflua una pronuncia nel merito.
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Definizione agevolata: processo estinto in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara estinto un processo tributario relativo a un accertamento IVA, a seguito dell'adesione di una società alla definizione agevolata prevista dalla legge 119/2018. Poiché l'Amministrazione Finanziaria non ha notificato alcun provvedimento di diniego nei termini, il processo si è automaticamente estinto, con cessazione della materia del contendere.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e definizione
Una società impugnava un avviso di accertamento per maggiori ricavi. Durante il processo in Cassazione, la società ha aderito a una definizione agevolata dei carichi tributari e ha rinunciato al ricorso. La Corte Suprema, preso atto della rinuncia accettata dall'Agenzia delle Entrate, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, non ha disposto la condanna alle spese e ha escluso l'obbligo di pagamento del doppio contributo unificato, poiché l'estinzione non equivale a una soccombenza.
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Garanzia cessione quote: la sentenza della Corte
La Corte d'Appello di Roma ha esaminato un caso di garanzia nella cessione di quote societarie. Il venditore è stato condannato a risarcire l'acquirente a causa di una posta di bilancio ("rimanenze") rivelatasi inesigibile. La Corte ha rigettato l'appello, confermando che la garanzia sulla veridicità del patrimonio netto sociale è stata violata e che nuove eccezioni non possono essere sollevate per la prima volta in appello. La decisione sottolinea l'importanza della due diligence e la validità della garanzia cessione quote.
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