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Doppia contribuzione

Definizione

La situazione in cui un professionista si trova a dover pagare i contributi previdenziali a due enti diversi per la stessa attività.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Doppia Contribuzione Agenti: Enasarco non esclude l’INPS
L'Agente di Commercio ha contestato le cartelle INPS per la gestione commercianti, sostenendo che la sua iscrizione a Enasarco escludesse la necessità di una doppia contribuzione agenti di commercio. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno rigettato il suo ricorso. La Cassazione ha confermato che la contribuzione Enasarco è integrativa e non sostitutiva di quella INPS. Pertanto, l'Agente di Commercio deve versare i contributi a entrambi gli enti, anche se i periodi contributivi coincidono. Il ricorso è stato rigettato e l'Agente di Commercio è stato condannato alle spese legali.
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Doppia contribuzione INPS: quando l’amministratore paga due volte
Un socio e amministratore di una piccola società a responsabilità limitata ha contestato la richiesta dell'INPS di iscrizione alla Gestione Commercianti. L'amministratore sosteneva di svolgere solo compiti di gestione intellettuale e di essere già iscritto alla Gestione Separata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della doppia contribuzione INPS. I giudici hanno chiarito che la partecipazione personale al lavoro aziendale non richiede per forza mansioni manuali o esecutive. Anche l'attività organizzativa, direttiva e di coordinamento dei dipendenti o dei clienti, se svolta con abitualità e prevalenza, fa scattare l'obbligo di iscrizione alla cassa commercianti. L'INPS ha dimostrato che l'attività del socio era indispensabile per il funzionamento dell'impresa, rendendo legittimo il doppio pagamento dei contributi.
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Obbligo contributivo Cassa Forense: escluso prima del 2010
Un avvocato tedesco, iscritto all'albo in Germania e nella sezione speciale in Italia, si è opposto alla richiesta di pagamento dei contributi da parte della Cassa Forense per gli anni dal 2008 al 2011. La professionista aveva esercitato il diritto di opzione per la cassa previdenziale tedesca. La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti dell'obbligo contributivo Cassa Forense per i professionisti europei, distinguendo due periodi. Per i redditi maturati fino al 1° maggio 2010, l'avvocato non deve pagare nulla in Italia grazie all'opzione esercitata. Dal 1° maggio 2010 in poi, invece, l'entrata in vigore del Regolamento CE n. 987/2009 impone l'applicazione della legge dello Stato di residenza in cui si svolge l'attività prevalente. La sentenza è stata cassata con rinvio per ricalcolare le somme dovute solo per il secondo periodo.
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Doppia contribuzione: Cassazione conferma il divieto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice, confermando il divieto di doppia contribuzione. La lavoratrice versava contributi volontari e, contemporaneamente, contributi alla gestione separata per un lavoro occasionale. La Corte ha stabilito che la normativa non permette tale cumulo, rendendo illegittimi i contributi volontari versati durante il periodo di lavoro autonomo e, di conseguenza, corretta la revoca della pensione basata su di essi.
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