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Domanda ultra-tardiva

Definizione

Istanza di credito depositata oltre l'anno, ammissibile solo provando la causa non imputabile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Insinuazione tardiva al passivo: i termini di decadenza
Un ex dipendente ha proposto una domanda di insinuazione tardiva al passivo fallimentare per ottenere l'indennità sostitutiva del preavviso, dopo aver già partecipato alla procedura con un'altra richiesta tempestiva. Il giudice ha respinto l'istanza perché presentata oltre il termine decadenziale di dodici mesi dal deposito dello stato passivo. Il lavoratore ha eccepito la mancata ricezione della formale comunicazione del curatore sulla chiusura dello stato passivo. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità della richiesta, chiarendo che la conoscenza del fallimento esclude la causa non imputabile del ritardo. L'omesso avviso della curatela non sospende i rigorosi termini annuali di decadenza.
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Domanda ultra tardiva: il professionista perde il credito
Un professionista ha proposto una domanda ultra tardiva per l'ammissione al passivo di un fallimento, richiedendo il pagamento di prestazioni professionali svolte in favore della società prima del dissesto. Il Tribunale ha dichiarato inammissibile la richiesta poiché il creditore era a conoscenza del fallimento da oltre due anni prima di attivarsi, escludendo quindi una causa a lui non imputabile. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione, ribadendo che il termine di dodici mesi per la presentazione della domanda ultra tardiva decorre dal decreto di esecutività dello stato passivo riguardante le domande tempestive. Di conseguenza, il ricorso del professionista è stato dichiarato inammissibile.
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Domanda ultra-tardiva: risarcimento negato ma restituzione sì
Una società creditrice si oppone al rigetto di una sua richiesta di risarcimento danni contro un fallimento. La curatela aveva sciolto un contratto di cessione di crediti fiscali. Il Tribunale aveva ammesso la restituzione del prezzo pagato, ma aveva respinto la richiesta di danni qualificandola come domanda ultra-tardiva. La Cassazione, riconoscendo l'elevata complessità della questione, non emette una decisione finale. Ritiene necessario un approfondimento in pubblica udienza sulla distinzione tra domanda di restituzione e di risarcimento, e sui criteri di 'ragionevolezza' del termine per le domande tardive. La decisione è quindi rinviata.
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