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Divieto Di Comunicazione

Definizione

L'obbligo imposto dal giudice alla persona sottoposta a misura cautelare di non avere contatti con persone estranee al nucleo convivente.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Liberazione anticipata negata per visita vietata ai domiciliari
Un uomo sottoposto agli arresti domiciliari ha chiesto il riconoscimento del beneficio della liberazione anticipata per un semestre di detenzione. Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la richiesta a causa della presenza in casa della compagna prima dell'autorizzazione giudiziaria. L'interessato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'occasionalità della violazione e la successiva autorizzazione alla convivenza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato che la violazione del divieto di comunicazione evidenzia una scarsa adesione al percorso rieducativo della pena, anche se l'infrazione è stata occasionale. Il ricorrente deve pagare le spese legali e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Social ai domiciliari: violato il divieto di comunicazione
L'Imputato, sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per tentato omicidio, aveva l'obbligo di rispettare il divieto di comunicazione con persone esterne al nucleo familiare. Durante la misura, l'uomo ha pubblicato su vari social network diversi video e brani musicali. I giudici di merito hanno revocato il beneficio domiciliare, disponendo la custodia cautelare in carcere per violazione delle prescrizioni. La Corte di Cassazione ha confermato l'aggravamento della misura. I giudici hanno chiarito che pubblicare contenuti online rappresenta a tutti gli effetti una forma di espressione e interazione verso terzi. Risulta irrilevante il contenuto dei messaggi o la lingua utilizzata: la diffusione pubblica sui social integra pienamente la violazione del divieto imposto dal giudice.
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Divieto di comunicazione: appello contro il rigetto
La Corte di Cassazione ha stabilito che il provvedimento con cui un giudice nega a una persona agli arresti domiciliari l'autorizzazione a incontrare i propri familiari è appellabile. Tale decisione non riguarda le semplici modalità esecutive della misura, ma incide sulla sua afflittività e sulla libertà personale. Pertanto, il diniego relativo al divieto di comunicazione non può essere sottratto al controllo del giudice dell'appello, che deve esaminare il caso nel merito. La Corte ha annullato l'ordinanza che dichiarava inammissibile l'appello, rinviando gli atti al Tribunale per una nuova valutazione.
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