Una lavoratrice ha richiesto la pensione di vecchiaia anticipata, ma l'INPS ha rifiutato la domanda per mancanza del requisito contributivo minimo. Nel periodo dal duemiladue al duemilanove, infatti, il coniuge titolare dell'impresa non aveva versato i contributi coadiutori familiari calcolati in percentuale sul reddito aziendale. La ricorrente sosteneva che si dovesse applicare il minimale contributivo previsto per i lavoratori dipendenti, garantendole comunque l'accredito dei contributi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le agevolazioni sul minimale previste per i dipendenti sono norme eccezionali e non si applicano ai coadiutori familiari. Di conseguenza, la lavoratrice perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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