Un automobilista ha tamponato violentemente un motocarro lungo un tratto rettilineo con visuale libera, provocando il ribaltamento del mezzo e la morte del conducente. Le perizie hanno confermato la violazione dell'obbligo di mantenere la distanza di sicurezza. L'imputato ha impugnato la condanna davanti alla Suprema Corte sostenendo l'avvenuta prescrizione, la presenza di manovre improvvise della vittima e vizi nel calcolo della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la responsabilità per omicidio colposo stradale. I giudici hanno chiarito che il reato non era prescritto per l'applicazione del termine massimo di quindici anni. La Corte ha inoltre ribadito che mere congetture difensive non superano le prove tecniche né introducono un ragionevole dubbio.
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