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Disposizione programmatica

Definizione

Una norma, spesso contenuta in un contratto collettivo, che enuncia un obiettivo o un programma da realizzare, senza creare un diritto soggettivo immediato e azionabile per i singoli.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Progressione in carriera: perché il giudice non può concederla
Due funzionari giudiziari hanno richiesto il riconoscimento del diritto alla progressione in carriera e all'inquadramento come direttori amministrativi. I lavoratori hanno contestato la validità di alcuni accordi collettivi e invocato una norma di legge sulle riqualificazioni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che le norme collettive programmatiche non attribuiscono un diritto soggettivo alla progressione in carriera. Inoltre, la classificazione del personale e la definizione delle mansioni spettano esclusivamente alla contrattazione collettiva, rimanendo sottratte al controllo diretto del giudice. Infine, la legge speciale si limita ad autorizzare l'amministrazione ad avviare procedure selettive nei limiti delle risorse disponibili, senza garantire alcun passaggio automatico di livello ai dipendenti.
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Perdita di chance: onere della prova del dipendente
Un gruppo di dipendenti pubblici ha citato in giudizio il Ministero di appartenenza per ottenere un risarcimento danni da perdita di chance, a causa della mancata conclusione delle procedure per la progressione di carriera. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. È stato ribadito che spetta al lavoratore l'onere di provare l'esistenza di una probabilità concreta ed elevata di successo, prova che nel caso di specie non è stata fornita. La norma contrattuale che prevedeva le procedure è stata inoltre considerata di natura meramente programmatica, non tale da creare un diritto soggettivo alla progressione.
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Perdita di chance: onere della prova del dipendente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15301/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni dipendenti del Ministero della Giustizia. I lavoratori chiedevano un risarcimento per la perdita di chance di progressione di carriera, a causa della mancata attivazione delle procedure selettive previste dal contratto collettivo. La Corte ha ribadito che, per ottenere il risarcimento, non basta dimostrare l'inadempimento dell'amministrazione, ma è necessario che il dipendente provi, anche tramite presunzioni, di avere avuto una concreta e probabile possibilità di successo se la selezione si fosse svolta. In assenza di tale prova, la domanda di risarcimento non può essere accolta.
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