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Disapplicazione del provvedimento amministrativo

Definizione

Il potere del giudice penale di non applicare un atto della Pubblica Amministrazione (come un'espulsione) se lo ritiene illegittimo, al solo scopo di decidere sul reato contestato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Distanze tra costruzioni: risarcimento anche senza demolire
Un proprietario realizza una sopraelevazione del proprio immobile. La vicina di casa agisce in giudizio contestando l'inottemperanza alle distanze tra costruzioni e alle norme urbanistiche locali, richiedendo l'abbattimento dell'opera e il risarcimento per la perdita di aria e luce. La Corte di Cassazione stabilisce che il giudice ordinario ha sempre il potere di valutare la domanda risarcitoria avanzata dal privato nei confronti del confinante. Se la sopraelevazione viola le regole sulle distanze dal confine, il vicino può ottenere la demolizione. Qualora invece la costruzione rispetti i distacchi ma violi regolamenti comunali sulle altezze o volumetrie, la tutela si limita al risarcimento del danno economico, che va dimostrato concretamente. L'erede della vicina ottiene la cassazione della sentenza sfavorevole e il rinvio della causa per l'esame del danno.
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Conoscenza lingua italiana: condannato nonostante l’interprete
Un cittadino straniero, condannato per aver violato un divieto di accesso al centro storico, ha fatto ricorso sostenendo di non capire l'italiano e che gli atti non gli erano stati tradotti. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta. I giudici hanno stabilito che la conoscenza della lingua italiana dell'imputato era stata provata in modo adeguato attraverso vari indizi, come la sua lunga permanenza in Italia e le conversazioni dirette con la polizia. La nomina di un interprete in un precedente procedimento è stata considerata una semplice misura prudenziale, non una prova decisiva. La condanna è quindi diventata definitiva.
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Ordine di espulsione vs 5 figli: la Cassazione annulla la condanna
Un cittadino straniero, padre di cinque figli e convivente con la compagna in Italia, viene condannato per non aver rispettato un ordine di espulsione. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, stabilendo un principio fondamentale: la presenza di solidi legami familiari può costituire un 'giustificato motivo' che rende non punibile l'inosservanza dell'ordine di espulsione. Il giudice di merito, infatti, aveva il dovere di valutare attentamente la situazione familiare dell'uomo prima di condannarlo. La sentenza è stata quindi rinviata a un nuovo giudice per una valutazione più approfondita del caso, che tenga conto del diritto alla vita familiare.
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Distanze legali costruzioni: la delibera è valida?
Una società edilizia, appellandosi a una delibera comunale permissiva, ha visto il suo ricorso respinto dalla Cassazione in una controversia sulle distanze legali costruzioni. La Corte ha ribadito che i regolamenti nazionali (DM 1444/1968) prevalgono sulle norme locali meno restrittive, che non hanno completato l'iter di approvazione regionale. Di conseguenza, la nuova costruzione deve essere arretrata per rispettare le distanze minime imposte dalla legge nazionale, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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