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Diritto di servitù

Definizione

Un peso imposto su un fondo (detto servente) per l'utilità di un altro fondo (detto dominante) appartenente a un diverso proprietario. Per essere valido, deve essere costituito con atto scritto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Acquisizione Sanante: Energia Pubblica batte Proprietà Privata
Un proprietario terriero si oppone alla decisione di un Comune di imporre una servitù sul suo suolo per un impianto idroelettrico, utilizzando lo strumento dell'acquisizione sanante. Il cittadino lamentava l'illegittimità del provvedimento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio importante: il suo potere di revisione sulle sentenze del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche è limitato ai soli errori di diritto e non può entrare nel merito dei fatti. Poiché la decisione del tribunale specializzato spiegava in modo logico l'esistenza di un interesse pubblico (la produzione di energia) che giustificava l'acquisizione sanante, la sua motivazione non era 'apparente'. Di conseguenza, l'operato della Pubblica Amministrazione è stato confermato.
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Plusvalenza diritto superficie: non tassabile su terreni
Una società energetica acquista diritti di superficie e servitù su terreni agricoli per un parco eolico. L'Agenzia Fiscale richiede una ritenuta, qualificando i corrispettivi come 'redditi diversi'. La Cassazione respinge il ricorso, stabilendo che la plusvalenza diritto superficie su terreni agricoli non è tassabile, poiché non si tratta né di aree fabbricabili né di obblighi personali 'di permettere', ma di diritti reali.
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Negozio di accertamento: consenso verbale non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che il semplice consenso verbale del vicino alla costruzione di un muro non costituisce un negozio di accertamento sui confini. Tale accordo, se implica l'occupazione di suolo altrui, configurerebbe un diritto di servitù, che richiede la forma scritta. La Corte ha dichiarato inammissibile il motivo di ricorso basato sulla figura del negozio di accertamento, poiché sollevato per la prima volta in sede di legittimità, confermando la condanna alla riduzione in pristino e al risarcimento del danno.
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