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Diritto All'Affettività

Definizione

Il diritto di ogni persona, inclusa quella detenuta, di mantenere e coltivare le proprie relazioni affettive e familiari, considerato un aspetto fondamentale della dignità umana.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Revoca videocolloqui 41-bis: prevale la sicurezza pubblica
Il Tribunale ha ordinato la revoca videocolloqui 41-bis per un detenuto al regime di carcere duro. Il provvedimento ha bloccato le chiamate a distanza con la moglie e il figlio, entrambi indagati per gli stessi reati di associazione criminale. Il Detenuto ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la lesione del proprio diritto all'affettività e la mancanza di prove circa l'uso scorretto della tecnologia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che le esigenze di sicurezza pubblica prevalgono sul diritto del detenuto ai colloqui familiari. In passato, infatti, l'imputato aveva già violato le prescrizioni durante i colloqui per commettere nuovi reati. Di conseguenza, la revoca videocolloqui 41-bis risulta pienamente giustificata. Il Detenuto perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Diritto all’affettività: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che chiedeva il riconoscimento del diritto all'affettività e un risarcimento. L'inammissibilità deriva dalla natura generica del ricorso, che non ha contestato specificamente le motivazioni del provvedimento impugnato. La Corte ha ribadito che l'intervento del magistrato è successivo alle determinazioni operative dell'amministrazione penitenziaria, attualmente non ancora definite.
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Colloqui intimi: la Cassazione conferma il diritto
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un detenuto a svolgere colloqui intimi e riservati con la propria moglie, respingendo il ricorso del Ministero della Giustizia. Il Ministero sosteneva l'impossibilità logistica e la pericolosità sociale del detenuto. La Corte, richiamando la sentenza n. 10/2024 della Corte Costituzionale, ha stabilito che il diritto all'affettività è un diritto soggettivo che non può essere negato per ragioni generiche. La decisione si fonda sulla buona condotta del detenuto e sull'assenza di controindicazioni specifiche, ribadendo che gli ostacoli strutturali non possono sopprimere un diritto fondamentale.
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