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Diritti di rogito

Definizione

Compensi spettanti al segretario comunale, o a chi ne svolge le funzioni, per la stesura e l'autenticazione di contratti e atti ufficiali per conto dell'ente pubblico.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ripetizione dell’indebito: nullo il compenso extra del dirigente
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo per un ex Direttore Generale di un ente pubblico di restituire le somme incassate come diritti di rogito tra il 2000 e il 2006. L'ente aveva richiesto la restituzione poiché tali compensi erano stati erogati in violazione della contrattazione collettiva e del principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale. I giudici hanno chiarito che l'amministrazione ha il dovere di procedere alla ripetizione dell'indebito quando i pagamenti contrastano con i contratti collettivi, risultando nulli. Non rileva la buona fede del dipendente o la volontarietà del pagamento iniziale, poiché non si consolidano diritti acquisiti su somme non dovute. Inoltre, i compensi erano confluiti nel fondo per la retribuzione di risultato senza che fossero stati definiti o verificati gli obiettivi annuali previsti dalla legge.
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Diritti di rogito: legittima la soppressione per i segretari
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un segretario comunale che contestava la soppressione dei cosiddetti 'diritti di rogito', ovvero i compensi per la stesura di contratti per l'ente pubblico. La Corte, richiamando una precedente sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che l'abolizione di tale emolumento per i segretari di enti dotati di personale dirigenziale è legittima. La decisione si fonda sul principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale, secondo cui lo stipendio già copre tutte le funzioni istituzionali, inclusa quella rogante, e sulla ragionevolezza della scelta del legislatore di razionalizzare la spesa pubblica.
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Restituzione indebito pubblico impiego: quando è dovuta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha affermato un principio cruciale in materia di restituzione indebito pubblico impiego. Un Comune aveva richiesto a un proprio dirigente la restituzione dei 'diritti di rogito' percepiti per anni, poiché tale compenso non era previsto dal contratto collettivo applicabile. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del Comune, stabilendo che qualsiasi emolumento erogato a un dipendente pubblico deve trovare fondamento esclusivo nella contrattazione collettiva. I pagamenti effettuati al di fuori di tale cornice sono considerati 'sine titulo' e devono essere restituiti, anche se percepiti in buona fede.
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