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Diritti Del Detenuto In Regime Differenziato

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Diritti del detenuto in regime differenziato: Cassazione tutela l’alimentazione
Un detenuto in regime differenziato ha contestato la limitazione nell'acquisto di prodotti alimentari, disponibili invece per i detenuti comuni. Il Tribunale di Sorveglianza ha accolto il suo reclamo. Il Ministero della Giustizia ha fatto ricorso, sostenendo che la richiesta non fosse un diritto e che i detenuti in regime differenziato dovessero avere le stesse opzioni dei detenuti comuni per evitare gerarchie. La Cassazione ha dichiarato il ricorso del Ministero inammissibile. Ha ribadito che negare ai detenuti in regime differenziato l'acquisto di alimenti disponibili per gli altri è ingiustificato e rappresenta un "surplus di afflittività", violando i diritti del detenuto in regime differenziato.
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Detenuto 41-bis: CD musicali negati per sicurezza, Cassazione annulla
Un detenuto, sottoposto al regime detentivo differenziato (41-bis), ha chiesto di acquistare compact disk musicali e un lettore. La Direzione del carcere ha negato l'autorizzazione per motivi di sicurezza. Dopo un primo rigetto del Magistrato di sorveglianza, il Tribunale di sorveglianza ha accolto il reclamo del detenuto, ordinando l'acquisto. Il Ministero della Giustizia ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha accolto il ricorso, annullando la decisione del Tribunale. Ha ribadito che il diniego è legittimo se l'Amministrazione penitenziaria non può garantire la messa in sicurezza dei dispositivi, aspetto non adeguatamente verificato dal Tribunale. La Cassazione ha quindi rinviato la questione per un nuovo esame.
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Diritti del detenuto in regime differenziato: musica in cella e sicurezza
Un detenuto, sottoposto a regime penitenziario differenziato (41-bis Ord. pen.), ha chiesto di poter acquistare e utilizzare CD musicali in cella. Il Tribunale di Sorveglianza ha accolto la sua richiesta, ritenendo che l'ascolto di musica rientri nei "piccoli gesti di normalità quotidiana" e nel trattamento rieducativo, senza compromettere la sicurezza. Il Ministero della Giustizia ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il divieto fosse giustificato dalle elevate esigenze di sicurezza del regime differenziato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza e rinviando il caso al Tribunale di Sorveglianza. La Cassazione ha stabilito che i diritti del detenuto in regime differenziato devono essere bilanciati con le necessità di sicurezza e le risorse carcerarie per i controlli.
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