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Diminuzione patrimoniale

Definizione

La perdita economica effettiva e concreta subita da un soggetto, che rappresenta un presupposto fondamentale per poter richiedere un indennizzo per indebito arricchimento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ingiustificato arricchimento: indennizzo anche senza l’opera
Alcuni professionisti hanno chiesto alla Pubblica Amministrazione il pagamento per la progettazione esecutiva di una tangenziale o, in subordine, l'indennizzo per ingiustificato arricchimento. I giudici di merito hanno rigettato la domanda poiché l'opera stradale non era stata materialmente realizzata. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dei progettisti. La Corte ha stabilito che l'arricchimento dell'amministrazione si configura con la semplice acquisizione e utilizzazione del progetto, che nel caso specifico era stato ceduto a un altro ente pubblico. Tale utilizzo ha comportato un risparmio di spesa per l'ente, rendendo irrilevante la mancata costruzione dell'opera. Il caso viene rinviato alla Corte d'Appello per quantificare l'indennizzo nei limiti del danno effettivo.
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Ingiustificato arricchimento: tariffe utili anche senza contratto
Un professionista ha svolto opere di progettazione per un Comune senza un contratto valido. Ha quindi richiesto l'indennizzo per ingiustificato arricchimento. La Corte d'appello ha respinto la domanda, ritenendo inutilizzabili le tariffe professionali come parametro e negando la liquidazione equitativa. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del professionista. I giudici di legittimità hanno chiarito che le tariffe professionali possono essere usate come parametro orientativo per calcolare l'indennizzo, depurandole dal profitto. Inoltre, il giudice può determinare l'indennizzo in via equitativa anche d'ufficio, senza che il professionista debba dimostrare l'impossibilità di fornire la prova dell'esatto ammontare del danno. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Indebito arricchimento: onere della prova e P.A.
Un professionista ha agito contro un Comune per ottenere il pagamento di compensi professionali. Poiché i contratti con la Pubblica Amministrazione erano nulli per difetto di forma scritta, il professionista ha intentato un'azione per indebito arricchimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Corte ha stabilito che, nell'azione di indebito arricchimento, non è sufficiente richiedere un compenso forfettario; il professionista ha l'onere di provare l'effettiva diminuzione patrimoniale subita e il conseguente arricchimento dell'ente, cosa che nel caso di specie non è avvenuta.
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