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Diligenza Del Professionista

Definizione

Un livello di attenzione, cura e competenza tecnica superiore a quello medio, richiesto a chi esercita una professione specifica, come un banchiere.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Diligenza del professionista: lavoro svolto, nessun compenso
Un professionista ha chiesto l'ammissione al passivo fallimentare di un'azienda per un credito di oltre 43.000 euro, relativo a una consulenza per la riorganizzazione aziendale. Il Tribunale ha respinto la domanda poiché il consulente, già a conoscenza del grave dissesto finanziario dell'impresa, avrebbe dovuto astenersi dall'accettare un incarico palesemente inutile e dannoso. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso del lavoratore autonomo. I giudici hanno stabilito che la diligenza del professionista impone l'obbligo di informare e dissuadere il cliente dal compiere operazioni destinate al fallimento, evitando così di aggravare il dissesto economico. Di conseguenza, il professionista perde la causa e non ha diritto al compenso per la consulenza prestata.
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Diligenza del professionista: progetto a norma ma inutile, niente paga
Un ingegnere progetta un impianto per un edificio storico. Il progetto rispetta le norme antincendio ma viene bocciato dalla Sovrintendenza per l'impatto estetico, risultando inutile. Il cliente si rifiuta di pagare l'intera parcella. La Cassazione dà ragione al cliente, affermando che la diligenza del professionista non si limita al solo rispetto delle norme tecniche specifiche del proprio incarico. Il professionista ha il dovere di considerare il contesto, come i vincoli storico-culturali, e di coordinarsi con gli altri tecnici coinvolti. Un progetto tecnicamente corretto ma concretamente irrealizzabile costituisce inadempimento e non dà diritto al pieno compenso.
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Responsabilità banca phishing: la guida completa
La Corte di Cassazione, con la sentenza 3780/2024, ha chiarito la responsabilità della banca in caso di phishing. Un cliente, vittima di una frode da 2.900 euro dopo aver inserito i dati su un sito clone, ha ottenuto il risarcimento. La Corte ha stabilito che prevenire tali frodi è un rischio d'impresa della banca, che deve dimostrare di aver adottato tutte le misure di sicurezza idonee (es. alert SMS), altrimenti è tenuta al rimborso. La colpa del cliente non è sufficiente a escludere la responsabilità dell'istituto se questo non prova la propria diligenza tecnica.
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