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Determinabilità

Definizione

Requisito dell'oggetto del contratto che, pur non essendo determinato al momento della stipula, può essere quantificato in futuro sulla base di criteri certi e predefiniti nel contratto stesso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Patto di non concorrenza: compenso variabile valido
La controversia nasce dall'accordo tra un istituto bancario e un dipendente per un patto di non concorrenza di venti mesi post-cessazione, remunerato con rate annuali per tre anni. I giudici di merito avevano dichiarato nullo il patto ritenendo il compenso indeterminato e non congruo a causa della risoluzione anticipata del rapporto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, chiarendo che determinabilità del compenso e congruità economica costituiscono due presupposti giuridici distinti. La variabilità del compenso legata a parametri certi non ne determina l'invalidità automatica. La Suprema Corte ha cassato la sentenza d'appello, disponendo un nuovo giudizio.
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Deducibilità costi operazioni inesistenti: inerenza non basta
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di persone e ai suoi soci il recupero di imposte per l'indebita deduzione di costi legati a operazioni soggettivamente inesistenti. Mentre la società ha chiuso la lite aderendo alla definizione agevolata, la causa è proseguita per i soci. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che la deducibilità costi operazioni inesistenti non dipende solo dall'inerenza del costo. Il giudice di merito deve infatti verificare rigorosamente anche il rispetto dei principi di certezza e determinabilità previsti dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale per un nuovo esame su questi specifici requisiti.
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Patto di non concorrenza: valido se il compenso è annuo
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità di un patto di non concorrenza il cui corrispettivo, pur definito su base annua, non era quantificabile nel suo ammontare totale al momento della stipula perché legato alla durata del rapporto di lavoro. La Corte ha chiarito che tale modalità di calcolo incide sulla congruità del compenso, non sulla sua determinabilità, requisito essenziale per la validità del patto. Di conseguenza, il ricorso del lavoratore è stato respinto e confermata la sua condanna al pagamento di una penale per aver violato l'accordo.
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Oggetto del contratto: quando è valido il preliminare?
Un promissario acquirente ha richiesto la risoluzione di un contratto preliminare di compravendita immobiliare. La Corte d'Appello aveva dichiarato nullo il contratto per indeterminatezza dell'oggetto, in quanto l'immobile non era descritto con dati catastali. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che l'oggetto del contratto, anche se non completamente descritto, era comunque determinabile "per relationem", ossia tramite il riferimento esplicito a un altro documento (nella fattispecie, una dichiarazione di successione), rendendo così il contratto valido. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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