Un cacciatore è stato condannato al pagamento di un'ammenda per la detenzione illegale di munizioni, avendo conservato 1.393 cartucce senza la necessaria denuncia alle autorità. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione lamentando l'assenza di una perizia tecnica volta ad accertare la reale funzionalità delle cartucce e la loro capacità di sparo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'efficienza delle munizioni non richiede obbligatoriamente un'analisi peritale quando la funzionalità si desume in modo coerente e logico dal contesto. L'elevato numero di cartucce, la disponibilità di armi e la pratica abituale della caccia dimostrano l'effettiva utilizzabilità del materiale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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