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Detenzione Di Ordigni Esplosivi

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Detenzione di ordigni esplosivi: difesa tardiva e condanna ferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato per la detenzione di ordigni esplosivi. La difesa contestava la mancata verifica della reale micidialità dell'esplosivo, chiedendo di derubricare il fatto in un reato minore. I giudici di legittimità hanno stabilito che tale contestazione non può essere sollevata per la prima volta in Cassazione, non essendo stata proposta nei motivi di appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali, di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende e alla rifusione delle spese di difesa sostenute dalle parti civili.
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Due bombe in casa: la Cassazione nega sconti di pena
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per la detenzione di ordigni esplosivi. L'imputato aveva fatto ricorso sostenendo che la pena fosse troppo alta e che le attenuanti generiche non fossero state applicate al massimo. La Corte ha respinto il ricorso, giudicandolo inammissibile. I giudici hanno ritenuto corretta la valutazione della Corte d'Appello, che aveva giustificato la pena sulla base della pluralità degli ordigni, della loro natura letale, dell'acquisto illegale e dei precedenti penali dell'imputato. La condanna a un anno di reclusione e 2.000 euro di multa è quindi diventata definitiva.
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Bombe in casa: Cassazione conferma la detenzione di ordigni esplosivi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un individuo accusato di detenzione di ordigni esplosivi. L'uomo conservava in casa quattro bombe artigianali. Il suo ricorso si basava sulla presunta assenza di 'micidialità' (capacità di uccidere) degli ordigni. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che non è possibile chiedere in Cassazione una nuova valutazione dei fatti già accertati dai giudici di merito. La pericolosità degli esplosivi era stata correttamente valutata in base al loro potere dirompente, alla facilità di attivazione e alla conservazione in un ambiente ristretto. La condanna è quindi diventata definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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