Una donna viene condannata per la detenzione di 7 cardellini, specie protetta. La Corte di Cassazione annulla parzialmente la sentenza, chiarendo un punto fondamentale: per il reato ex art. 727-bis c.p. sulla detenzione animali protetti, il giudice deve sempre valutare se la quantità di esemplari e l'impatto sulla specie siano trascurabili (c.d. clausola di esiguità). La condanna per il reato previsto dalla legge sulla caccia (L. 157/1992) diventa, invece, definitiva.
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