La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22919/2024, ha stabilito che il deposito tardivo delle conclusioni del Pubblico Ministero nel processo d'appello a trattazione scritta non causa automaticamente la nullità della sentenza. I termini sono perentori e gli atti tardivi dovrebbero essere considerati inammissibili. Tuttavia, per ottenere l'annullamento, la difesa deve dimostrare un pregiudizio concreto e specifico derivante dal contenuto delle conclusioni tardive, non essendo sufficiente la sola violazione del termine.
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