La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23853/2024, ha ribadito la massima severità sui termini processuali. Un Ente Comunale ha visto il proprio ricorso dichiarato improcedibile per non aver effettuato il deposito della sentenza notificata, munita di relata, entro il termine perentorio di 20 giorni. La Corte ha specificato che tale onere non è sanabile e la sua omissione non può essere superata neanche con la produzione tardiva dei documenti, confermando la compatibilità di tale rigore con i principi della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.
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