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Denunzia di nuova opera

Definizione

Azione legale con cui il proprietario di un immobile chiede al giudice di impedire la continuazione di una nuova costruzione intrapresa da altri, quando teme che questa possa causare un danno alla sua proprietà.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Violazione delle distanze legali: demolizione sì, danno da rifare
I Proprietari Confinanti hanno citato in giudizio il Costruttore per la sopraelevazione di un fabbricato in violazione delle distanze. I giudici di merito hanno ordinato la demolizione dell'opera e risarcito i danni per trentamila euro. La Corte di Cassazione ha confermato la violazione delle distanze, ribadendo che la concessione edilizia non sana i rapporti tra privati. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso del Costruttore limitatamente alla quantificazione del danno. La sentenza è stata cassata con rinvio poiché il giudice d'appello ha liquidato il danno in via equitativa senza spiegare i criteri di calcolo. Di conseguenza, la violazione delle distanze legali è confermata, ma l'ammontare del risarcimento dovrà essere interamente ridiscusso e motivato nel nuovo giudizio.
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Sospensione lavori: chi paga i danni ingiusti?
Una vicina ottiene la sospensione dei lavori di un cantiere edile, ma la sua richiesta si rivela infondata. La Corte d'Appello nega il risarcimento danni alla ditta costruttrice, ma la Cassazione ribalta la decisione. Secondo i giudici supremi, per valutare la responsabilità per l'ingiusta sospensione lavori, bisogna considerare l'intera condotta processuale, inclusa l'opposizione continua e pretestuosa, che può configurare un abuso del diritto e dar luogo a risarcimento.
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Distanze vedute oblique: la nuova costruzione è lecita?
Una proprietaria denuncia la nuova opera del vicino, il cui tetto ricostruito è più alto e voluminoso. La Cassazione respinge il ricorso, stabilendo che per le distanze vedute oblique è sufficiente rispettare il limite di 75 cm. Il semplice innalzamento non costituisce violazione se non si prova un concreto e specifico pregiudizio al diritto di veduta.
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