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Deminutio

Definizione

Parola latina che significa 'diminuzione' o 'riduzione'. In questo contesto, si riferisce alla riduzione dell'importo del risarcimento stabilito dalla Corte d'Appello rispetto a quello del primo grado.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Dice “ti distruggo” al telefono: perché la minaccia non è punibile
Una direttrice scolastica viene accusata di minaccia per aver detto a una docente la frase 'ti distruggo' al telefono durante una discussione lavorativa. La Corte di Cassazione ha confermato la sua assoluzione, stabilendo un importante principio sulla minaccia non punibile. La Corte ha ritenuto che l'espressione, inserita in un contesto di accesa discussione e dettata dalla rabbia del momento, non avesse la capacità concreta di intimidire la vittima. Di conseguenza, mancava l'elemento essenziale del reato. Vince quindi la direttrice, poiché la sua condotta non è stata considerata penalmente rilevante.
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Soccombenza sostanziale e spese legali: la Cassazione
In un caso di responsabilità medica, la Cassazione ha chiarito il principio di soccombenza sostanziale. Anche se l'importo del risarcimento viene ridotto in appello, la parte la cui responsabilità è confermata rimane la "sostanzialmente soccombente" e non può ottenere la condanna della controparte vittoriosa al pagamento delle spese legali del grado. La Corte ha accolto il ricorso del paziente, cassando la decisione d'appello che lo aveva erroneamente condannato a rifondere le spese legali all'azienda sanitaria, nonostante la conferma della colpa di quest'ultima.
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Pena sostitutiva: annullata sentenza per motivazione
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato una condanna per ricettazione e commercio di prodotti contraffatti. La condanna è divenuta definitiva, ma la Corte ha ritenuto illegittimo il diniego della pena sostitutiva basato sulla sola condizione di insolvenza dell'imputato, richiedendo una motivazione più approfondita sulla sua effettiva capacità economica. Tutti gli altri motivi di ricorso, di natura sia processuale che sostanziale, sono stati respinti.
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Demansionamento dirigente medico: no se c’è necessità
Una dirigente medico ha citato in giudizio la propria azienda sanitaria per demansionamento a seguito di una riduzione della sua attività chirurgica dopo un trasferimento di reparto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per la dirigenza sanitaria pubblica non sussiste un diritto a un volume di lavoro costante. Il demansionamento del dirigente medico è escluso quando la contrazione delle mansioni è dovuta a comprovate e oggettive necessità organizzative e non a un intento vessatorio, purché non si verifichi un completo svuotamento delle funzioni.
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