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Demansionamento Del Lavoratore

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Demansionamento del lavoratore: ricorso inammissibile
Una dipendente comunale ha citato in giudizio il proprio ente datore di lavoro lamentando demansionamento del lavoratore, sottoutilizzazione e condotte vessatorie sul posto di lavoro. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto le richieste risarcitorie della dipendente. I giudici di merito hanno evidenziato una grave carenza probatoria e l'inidoneità descrittiva dei fatti nell'atto introduttivo della causa. La lavoratrice ha proposto ricorso per Cassazione contestando la mancata escussione di un testimone a prova contraria. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il giudice di merito possiede infatti il potere discrezionale di sfoltire le liste di testimoni ritenute superflue. La ricorrente non può richiedere in sede di legittimità una nuova valutazione dei fatti storici già esaminati. La lavoratrice soccombente è stata condannata al pagamento delle spese legali.
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Demansionamento del lavoratore: risarcimento a ex direttore
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un istituto bancario al risarcimento di oltre 211.000 euro per il demansionamento del lavoratore. Il dipendente, precedentemente impiegato come direttore di filiale, era stato retrocesso per oltre dodici anni a compiti marginali di semplice indirizzamento e accoglienza della clientela. L'azienda sosteneva la legittimità formale dell'inquadramento contrattuale e attribuiva il fatto a una scarsa collaborazione del dipendente. I giudici hanno invece ribadito che il mutamento di mansioni richiede una verifica dell'equivalenza professionale concreta e non solo nominale. Il crollo del prestigio e delle responsabilità ha determinato un evidente danno alla dignità e alla professionalità, legittimamente liquidato in via presuntiva in favore degli eredi del lavoratore.
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Infermieri usati come OSS: Ospedale condannato per demansionamento
Un gruppo di collaboratori sanitari ha citato in giudizio l'Ospedale per averli costretti a svolgere per anni mansioni inferiori, tipiche del personale ausiliario, a causa di una carenza di organico. La Corte di Cassazione ha confermato la loro vittoria, stabilendo che l'uso sistematico e non marginale di personale qualificato per compiti dequalificanti costituisce un illegittimo demansionamento del lavoratore. La carenza strutturale di personale non è una giustificazione valida. L'Ospedale è stato quindi condannato al risarcimento del danno, calcolato come percentuale della retribuzione dei dipendenti.
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