Due soggetti, tra cui un professionista, hanno realizzato lavori non autorizzati su fabbricati in un'isola protetta, trasformando un rudere agricolo in abitazione con un incremento di volume superiore al 90%. La Corte d'appello li ha condannati per violazioni edilizie, falsità e delitto contro il paesaggio. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinti per prescrizione le contravvenzioni urbanistiche e i falsi catastali. Ha invece confermato la gravità del reato paesaggistico per l'aumento di volume oltre il 30% in area vincolata, anche se la cubatura complessiva resta ridotta. I giudici hanno quindi annullato la sentenza con rinvio unicamente per valutare la concessione delle attenuanti generiche e rideterminare la pena.
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