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Delinquente professionale

Definizione

Una persona che commette reati in modo abituale e continuativo, traendo da essi i mezzi per vivere o mostrando una costante dedizione al crimine.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Aggressione e Trasferimento Fraudolento di Valori: Ricorso Inammissibile
Un Lavoratore è stato condannato per aggressione aggravata (sparatoria contro un ex dipendente), possesso illegale di arma e trasferimento fraudolento di valori di un ristorante. Ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la mancata applicazione della provocazione, l'assenza di dolo specifico per il trasferimento fraudolento e l'errata dichiarazione di delinquente professionale. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le condanne. Ha ribadito che non vi fu provocazione e che il trasferimento del ristorante alla moglie separata era un chiaro tentativo di eludere misure di prevenzione patrimoniale, dato il suo passato criminale e la mancanza di redditi leciti.
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Circostanze attenuanti generiche negate dopo sette rapine
L'Imputato è stato condannato per sette rapine a mano armata ai danni di farmacie e attività commerciali. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, negate nonostante l'ammissione dei fatti, e contestando la misura di sicurezza applicata per la riconosciuta abitualità nel reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la confessione dell'Imputato era puramente strategica e non idonea a concedere le circostanze attenuanti generiche. Inoltre, la presenza di precedenti penali specifici e la continuità dei reati dimostrano la sua dedizione professionale al crimine come fonte esclusiva di guadagno. L'Imputato perde il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Inammissibilità ricorso in Cassazione: quando la motivazione non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso in Cassazione presentato da un imputato, già condannato per rapina e furto aggravato e riconosciuto come delinquente professionale. L'imputato contestava la sentenza d'appello per presunta mancanza di motivazione. Tuttavia, la Suprema Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile perché privo della necessaria specificità dei motivi. La sentenza d'appello aveva infatti fornito una motivazione ampia e logica, basata sulle testimonianze delle vittime e sulla gravità dei fatti. L'imputato dovrà pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Reato continuato o stile di vita? Il confine che nega lo sconto
Due soggetti, condannati per diverse rapine a mano armata commesse a distanza di due mesi, chiedevano al giudice dell'esecuzione il riconoscimento del reato continuato per ottenere uno sconto di pena. Il Tribunale respingeva la richiesta, ritenendo i delitti frutto di una condotta di vita delinquenziale sistematica e non di un unico progetto iniziale. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando i ricorsi inammissibili. I giudici hanno chiarito che il reato continuato richiede la preventiva pianificazione dei singoli dettagli dei reati. Al contrario, la delinquenza professionale si basa su un generico programma di vita criminale, in cui i reati vengono commessi di volta in volta sfruttando le occasioni. I ricorrenti sono stati condannati anche al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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