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Decreto Di Citazione

Definizione

L'atto formale con cui l'autorità giudiziaria ordina a un soggetto di presentarsi davanti al giudice per lo svolgimento del processo.

Orientamento della Cassazione

Su LexCED 132 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 67% dei casi il ricorso è stato accolto, almeno in parte.

Esito del ricorso

  • Accolto, anche in parte 67%
  • Rigettato 3%
  • Inammissibile 29%

Provvedimenti per anno

2022 2023 2024 2025 2026

Sezioni

  • Penale Sez. 736%
  • Penale Sez. 232%
  • Penale Sez. 631%

Precedenti più richiamati

  • Cass. 7968/2013in 6 provvedimenti
  • Cass. 26266/2018in 5 provvedimenti
  • Cass. 20449/2014in 3 provvedimenti
  • Cass. 45188/2021in 3 provvedimenti
  • Cass. S.U. 24630/2015in 12 provvedimenti

Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Omessa notifica al difensore: annullata la condanna
Un collaboratore commerciale attivava contratti di luce e gas usando l'identità di ignari cittadini per incassare le provvigioni. Il Tribunale condannava l'imputato per sostituzione di persona. Durante il secondo grado di giudizio, la cancelleria inviava l'avviso dell'udienza via PEC a un avvocato omonimo anziché al legale effettivo dell'imputato. La Corte di Appello confermava la condanna senza considerare l'errore. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'imputato: l'omessa notifica al difensore di fiducia genera una nullità assoluta e insanabile del processo per lesione del diritto di difesa. I giudici supremi hanno cancellato la sentenza di secondo grado e ordinato di celebrare nuovamente l'appello.
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Decreto di citazione in appello: l’errore formale non basta
L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la condanna d'appello, lamentando la nullità del decreto di citazione in appello a causa dell'errata indicazione del tribunale che aveva pronunciato la sentenza di primo grado. Inoltre, la difesa ha contestato il mancato accoglimento della richiesta di nuova assunzione di prove nel secondo grado. I giudici di legittimità hanno respinto entrambi i motivi, rilevando che l'atto riportava correttamente numero e data della decisione impugnata e che il difensore non aveva eccepito tempestivamente l'errore, partecipando al dibattimento. La Corte ha altresì confermato che le prove richieste erano superflue e già colpite da decadenza nel primo grado. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Correzione di errore materiale respinta: i motivi erano due
La Corte di Cassazione aveva accolto parzialmente il ricorso dell'Imputato, annullando la decisione d'appello unicamente per la mancata traduzione del provvedimento nella sua lingua madre e dichiarando il ricorso inammissibile nel resto. Il difensore ha presentato un'istanza di correzione di errore materiale, sostenendo l'esistenza di un solo motivo difensivo e contestando la formula di inammissibilità parziale. I giudici supremi hanno respinto la richiesta. La lettura degli atti confermava infatti la presenza originaria di due distinte doglianze: una relativa alla traduzione dell'atto di citazione e l'altra alla sentenza. La dicitura contestata non costituiva alcun errore materiale.
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Trattazione orale in appello negata: sentenza annullata
La Corte d'Appello confermava la condanna di un imputato per i delitti di tentata rapina, lesioni personali e rapina aggravata, definendo il giudizio con decisione scritta. I giudici territoriali respingevano la tempestiva istanza difensiva che sollecitava la trattazione orale in appello, reputandola tardiva. In realtà, la prima udienza fissata era saltata a causa dell'omessa notifica del decreto di citazione a giudizio nei confronti dell'imputato, imponendo il formale rinvio della comparizione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso difensivo, affermando che la trattazione orale in appello non può considerarsi preclusa quando la prima udienza effettiva deve ancora essere celebrata. Gli ermellini hanno pertanto annullato la pronuncia impugnata e disposto la trasmissione del fascicolo a una diversa sezione della Corte territoriale per celebrare un nuovo processo.
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Mancata traduzione dell’imputato: annullata la condanna
Un uomo subisce una condanna per il furto di un motociclo e impugna la decisione davanti alla Corte di appello. Trovandosi in stato di detenzione carceraria, il soggetto richiede formalmente di presenziare all'udienza tramite apposita istanza di traduzione. Nonostante la tempestiva comunicazione, i giudici di secondo grado dichiarano erroneamente l'assenza dell'interessato e celebrano il processo senza la sua presenza, confermando la condanna penale. Il difensore ricorre per Cassazione lamentando la violazione dei diritti difensivi. La Suprema Corte accoglie il ricorso e stabilisce che la mancata traduzione dell'imputato detenuto che ha manifestato la volontà di comparire determina la nullità assoluta e insanabile del giudizio e della sentenza. I giudici di legittimità annullano quindi il verdetto impugnato e rinviano gli atti per una nuova celebrazione del processo d'appello.
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Assoluzione e omessa notifica al difensore: sentenza annullata
La persona offesa si costituisce parte civile in un processo per diffamazione. Il Tribunale assolve l'imputato durante un appello svoltosi a porte chiuse con scambio di atti scritti. La parte civile presenta ricorso per Cassazione, lamentando l'omessa notifica al difensore del decreto di citazione per il secondo grado di giudizio. La cancelleria ha infatti inviato una comunicazione telematica con un oggetto corretto, ma con un allegato del tutto estraneo al procedimento. I Supremi Giudici accolgono il ricorso: l'invio dell'atto sbagliato equivale a una mancata convocazione e lede il diritto di difesa. La Corte annulla la sentenza di assoluzione limitatamente agli effetti civili e rinvia la causa al giudice civile competente.
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Ricorso Penale Inammissibile: Quando la Forma Prevale sul Merito
Un cittadino, condannato per minaccia, ha presentato ricorso contro la sentenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'**inammissibilità ricorso penale**. Il Ricorrente lamentava vizi procedurali, come la notifica incompleta del decreto di citazione e l'ordine errato degli interventi. La Corte ha ritenuto che tali vizi non costituissero cause di nullità. Inoltre, un motivo di ricorso sulla motivazione è stato dichiarato inammissibile, poiché per le sentenze del Giudice di Pace il ricorso in Cassazione è ammesso solo per violazione di legge. Il Ricorrente ha perso, dovendo pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Rapina e Diritto alla Traduzione: la Cassazione chiarisce i limiti
Un Lavoratore, condannato per rapina aggravata, ha contestato la sentenza d'appello perché il decreto di citazione non era stato tradotto nella sua lingua, pur non conoscendo l'italiano. Il suo difensore ha sostenuto la nullità dell'atto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha chiarito che il diritto alla traduzione atti processuali non include obbligatoriamente il decreto di citazione in appello, poiché questo atto non contiene l'accusa, già nota all'imputato, ma solo informazioni procedurali. Il diritto di difesa è garantito dall'interprete in udienza, non dalla traduzione di questo specifico atto.
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Omessa notificazione al difensore di fiducia: condanna annullata
La Corte d'Appello confermava la condanna nei confronti dell'imputato per il reato di tentato furto aggravato. L'imputato, dopo la proposizione dell'impugnazione da parte del difensore d'ufficio, nominava ritualmente un proprio legale di fiducia. La cancelleria giudiziaria indirizzava la citazione a giudizio per l'udienza di secondo grado esclusivamente al difensore d'ufficio escludendo il legale nominato dall'assistito. L'interessato presentava ricorso in Cassazione eccependo l'invalidità del procedimento. I Supremi Giudici accoglievano il ricorso stabilendo che l'omessa notificazione al difensore di fiducia determina una nullità assoluta e insanabile del processo di secondo grado. La Corte di Cassazione annullava dunque la decisione impugnata disponendo la trasmissione degli atti alla Corte d'Appello competente per la rinnovazione dell'intero giudizio.
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Omessa Notifica al Tutore: Cassazione Annulla Condanna per Vizio Procedurale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per lesione personale aggravata e minaccia grave. L'imputato, già condannato in primo e secondo grado, aveva proposto ricorso lamentando l'omessa notifica al tutore del decreto di citazione per il giudizio d'appello. La Cassazione ha riconosciuto la nullità assoluta degli atti processuali di secondo grado. Questo vizio ha reso invalida la sentenza d'appello, che è stata annullata. Gli atti torneranno a un'altra sezione della Corte d'Appello di Milano per un nuovo giudizio, garantendo il diritto di difesa dell'imputato.
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Nullità della Notifica: Errore di Indirizzo Annulla Condanna d’Appello
Un Lavoratore è stato condannato per un reato legato al Codice della Strada. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo la nullità della notifica del decreto di citazione per il giudizio d'appello. La Suprema Corte ha accolto il ricorso. Ha stabilito che la notifica era stata erroneamente inviata al vecchio difensore, anziché all'indirizzo di domicilio dichiarato dal Lavoratore. Questo errore ha reso la notifica inesistente, configurando una nullità assoluta. La sentenza d'appello è stata quindi annullata, e il caso è stato rinviato per un nuovo processo.
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Omessa notifica al difensore: condanna annullata
La Corte d'Appello confermava la condanna di un imputato per rapina impropria. La cancelleria giudiziaria notificava tuttavia l'avviso di fissazione dell'udienza al vecchio legale, il quale aveva già formalizzato la rinuncia all'incarico. L'imputato aveva ritualmente nominato un nuovo avvocato di fiducia, presente negli atti di causa. I giudici di secondo grado celebravano il processo senza avvisare il nuovo difensore. L'imputato proponeva ricorso per cassazione lamentando l'omessa notifica al difensore effettivo e la conseguente violazione del diritto di difesa. La Suprema Corte accoglie il ricorso: l'omessa notifica al difensore costituisce una nullità generale insanabile e travolge l'intero giudizio di secondo grado. I giudici di legittimità annullano senza rinvio la sentenza impugnata e trasmettono gli atti a un'altra sezione della Corte d'Appello per celebrare un nuovo processo.
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Omessa Notifica: Quando il cambio di avvocato rende il ricorso inammissibile
Un Lavoratore è stato condannato per un reato legato all'immigrazione. Dopo un annullamento parziale della pena, la Corte d'Appello ha accolto un concordato. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando l'omessa notifica del decreto di citazione al suo nuovo difensore. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la nomina del nuovo avvocato era avvenuta dopo la notifica, rendendo la doglianza infondata. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Notifica al difensore revocato: annullata la condanna
L'Imputato, detenuto presso un istituto penitenziario, ha revocato il proprio legale nominando un nuovo avvocato di fiducia. La direzione del carcere ha comunicato tempestivamente la variazione alla Corte d'Appello. Ciononostante, il decreto di citazione per il giudizio di secondo grado è stato notificato al precedente avvocato revocato. Il nuovo difensore non ha quindi potuto partecipare all'udienza d'appello, che si è conclusa con la conferma della condanna per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso stabilendo che la notifica al difensore revocato determina una nullità assoluta e insanabile per violazione del diritto di difesa. La Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata, disponendo un nuovo giudizio dinanzi a un'altra sezione d'appello.
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Condanna per furto annullata: la nullità notifica ribalta il giudizio
Un Imputato, condannato per furto aggravato, ha visto la sua condanna confermata in appello. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza. Il motivo principale è una grave 'nullità notifica'. La comunicazione dell'udienza d'appello, sebbene depositata in comune, non era mai giunta all'Imputato tramite raccomandata. Senza la prova di ricezione della raccomandata, la notifica è invalida, rendendo nulla la sentenza precedente. Il caso tornerà alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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Nullità processuale: Difesa non avvisata, sentenza annullata
Un Lavoratore condannato aveva chiesto l'affidamento in prova al servizio sociale, ma la sua richiesta era stata respinta. I suoi avvocati hanno impugnato la decisione, evidenziando una grave nullità processuale: il provvedimento di rinvio dell'udienza non era stato comunicato al difensore di fiducia, che aveva aderito a uno sciopero degli avvocati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza e disponendo un nuovo giudizio. Questo assicura il rispetto del diritto al contraddittorio e alla difesa.
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Termine a comparire in appello ignorato: annullata la condanna
La Corte d'Appello confermava la condanna di un imputato per truffa, celebrando il giudizio senza rispettare i tempi previsti dalla legge. L'autorità giudiziaria notificava il decreto di citazione solo sedici giorni prima dell'udienza, violando il termine a comparire in appello di almeno venti giorni. La difesa eccepiva subito la nullità dell'atto tramite memoria scritta, ma i giudici d'appello ignoravano l'obiezione e confermavano la condanna penale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'imputato, evidenziando che le norme emergenziali sulla trattazione cartolare non riducono le garanzie difensive essenziali. Di conseguenza, i giudici supremi hanno annullato integralmente la sentenza di secondo grado e hanno ordinato la trasmissione degli atti a una diversa sezione per rinnovare la citazione e ripetere il processo.
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Errore di Notifica vs. Prescrizione del Reato: Chi Vince?
Un Imputato, condannato per truffa, ha contestato la sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha accertato un errore procedurale: il decreto di citazione per il giudizio d'appello non era stato notificato correttamente al suo difensore, ma a un avvocato omonimo. Questo ha causato una nullità. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che il reato si era già estinto per prescrizione. Di conseguenza, la sentenza di condanna è stata annullata senza rinvio, poiché il tempo massimo per perseguire il reato era scaduto. La prescrizione del reato ha prevalso sull'errore procedurale.
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Nullità notifica atto giudiziario: la Cassazione annulla per vizio procedurale
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di `nullità notifica atto giudiziario`. Un Imputato aveva contestato la validità della notifica del decreto di citazione a giudizio, avvenuta senza la prova della sua effettiva ricezione dell'avviso di deposito dell'atto presso l'ufficio postale. La Suprema Corte ha stabilito che la semplice spedizione dell'avviso non basta; è indispensabile dimostrare che il destinatario abbia realmente ricevuto tale comunicazione. Questa mancanza ha comportato la `nullità notifica atto giudiziario` del decreto di citazione, rendendo nulle le sentenze di primo e secondo grado. Gli atti sono stati restituiti al Tribunale di Cosenza per un nuovo processo, garantendo il diritto dell'Imputato a una corretta procedura.
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Mancata Notifica Difensore: Sentenza Annullata, Nuovo Processo
Un imputato, condannato per furti, aveva due difensori. La Corte d'Appello non ha notificato il decreto di citazione a uno dei due avvocati. L'altro difensore ha segnalato la nullità notifica difensore. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello. Ha stabilito che la mancata notifica a un codifensore costituisce una nullità a regime intermedio. Questa nullità è stata correttamente eccepita. Il caso tornerà a una diversa sezione della Corte d'Appello per un nuovo giudizio. L'imputato ha ottenuto un nuovo esame del suo caso.
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