La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato la cui istanza per ottenere misure alternative alla detenzione era stata respinta per la mancata elezione di domicilio. La Corte ha sottolineato che l'elezione di domicilio, prevista dall'art. 677, comma 2-bis c.p.p., è un requisito formale tassativo e non derogabile, la cui assenza comporta l'immediata inammissibilità della richiesta, anche se presentata dal difensore.
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