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Data Certa — Anno 2024

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Altri anni per Data Certa

Provvedimenti

Data certa: Rilevabilità d’Ufficio nel Processo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 609/2024, ha stabilito che la mancanza di data certa su documenti prodotti dal contribuente, come contratti a dimostrazione di compensi inferiori, è un'eccezione rilevabile d'ufficio dal giudice. Questo perché incide sull'opponibilità del documento all'amministrazione finanziaria e, quindi, sulla sua efficacia probatoria. Il ricorso di un consulente fiscale contro un avviso di accertamento è stato rigettato proprio su questo principio.
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Prova rapporto di lavoro: onere a carico del lavoratore
Un lavoratore si oppone all'esclusione del suo credito da lavoro dallo stato passivo di una società fallita. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 78/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'onere della prova del rapporto di lavoro subordinato grava interamente sul lavoratore che intende far valere il proprio credito. La Corte ha chiarito che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione delle prove già esaminate dal giudice di merito.
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Fatture generiche: Cassazione sulla motivazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema delle fatture generiche e sulla motivazione delle sentenze tributarie. Nel caso di specie, un consorzio di logistica si era visto contestare la deducibilità di costi per fatture ritenute generiche dall'Agenzia delle Entrate. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che la motivazione della corte d'appello non era 'apparente'. I giudici di merito avevano infatti correttamente valorizzato la documentazione contrattuale prodotta dal contribuente, ritenendola idonea a specificare le prestazioni indicate nelle fatture, superando così il rilievo di genericità.
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Credito da reato: ammissione al passivo del sequestro
Una vittima di reato si vede negare l'ammissione del proprio credito da reato al passivo dei beni sequestrati al colpevole, perché il risarcimento è stato liquidato dopo il sequestro. La Cassazione, di fronte a un contrasto giurisprudenziale, rimette la questione alle Sezioni Unite per decidere se conti la data del reato o quella della sentenza che accerta il credito.
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Tassazione agevolata incentivo esodo: la data certa
Un ex dipendente ha richiesto un rimborso fiscale per un incentivo all'esodo, sostenendo l'applicabilità di un regime di tassazione agevolata basato su un piano aziendale del 1999. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per la tassazione agevolata sull'incentivo all'esodo, il contribuente deve provare con 'data certa' che la sua adesione individuale all'accordo sia avvenuta prima dell'abrogazione della norma nel 2006. La sola esistenza di un piano aziendale generico non è sufficiente.
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Preliminare non trascritto e concordato: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34869/2024, ha stabilito che un contratto preliminare non trascritto è opponibile alla massa dei creditori in un concordato preventivo solo se dotato di data certa anteriore all'apertura della procedura. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva ammesso al voto i promissari acquirenti per il valore dell'immobile, senza prima verificare il requisito della data certa, fondamentale per la tutela della par condicio creditorum.
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Onere della prova: no a crediti senza data certa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ex amministratore che chiedeva l'ammissione al passivo fallimentare di crediti per compensi e finanziamenti. La decisione si fonda sulla mancanza di un adeguato onere della prova, in particolare sull'assenza di documenti con data certa opponibili alla procedura. La Suprema Corte ha ribadito che il creditore deve fornire prove rigorose e che un ricorso generico, che non si confronta con la decisione impugnata, è destinato all'inammissibilità.
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Opponibilità credito professionale: prova e data certa
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un avvocato per l'ammissione al passivo di un credito professionale. La richiesta, basata su un compenso variabile non previsto nel mandato originario, è stata respinta per mancanza di prova e per la non opponibilità del credito professionale alla curatela, poiché i documenti a supporto erano privi di data certa. Il Tribunale aveva già giudicato la pretesa inverosimile e non sufficientemente provata.
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Prova compenso avvocato: i limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni legali che chiedevano l'ammissione al passivo di una società in amministrazione straordinaria per ingenti crediti professionali. I ricorrenti non sono riusciti a fornire la prova di un accordo specifico sui compensi e le loro doglianze sono state respinte in quanto miravano a una nuova valutazione dei fatti, attività preclusa al giudice di legittimità. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale, che aveva liquidato i compensi secondo i parametri di legge, riscontrando che i professionisti erano già stati pagati in eccesso.
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Credito d’imposta: quando avviare l’investimento?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33252/2024, ha stabilito due principi fondamentali sul credito d'imposta per investimenti. Primo: un contratto preliminare può costituire l'avvio dell'investimento, ma deve avere data certa per essere opponibile al Fisco. Secondo: modifiche secondarie al progetto iniziale, come il cambio di ubicazione dell'immobile nella stessa città, non comportano la perdita del beneficio se non alterano gli elementi essenziali dell'investimento. Il caso riguardava una società a cui era stato revocato il credito perché l'atto definitivo di acquisto era successivo al termine di sei mesi e l'immobile era diverso da quello indicato nell'istanza.
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Data certa scrittura privata: quando è opponibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32596/2024, ha stabilito che una scrittura privata priva di data certa non è opponibile all'Amministrazione Finanziaria. Il caso riguardava un contribuente che, per annullare un avviso di accertamento, si basava su un contratto non certificato e su proprie dichiarazioni. La Corte ha chiarito che le dichiarazioni a sé favorevoli non costituiscono una confessione, la quale, per definizione, deve contenere ammissioni di fatti sfavorevoli al dichiarante e favorevoli alla controparte.
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Data certa e prove: preclusioni nel fallimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31689/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società creditrice che chiedeva di produrre tardivamente i documenti originali a prova della data certa di un pegno. La Corte ha ribadito che nel rito fallimentare le preclusioni probatorie sono rigide: il creditore, che non ha fornito la prova adeguata nei termini, non può rimediare in fase di opposizione. La mancanza della prova della data certa è un onere iniziale del creditore, non una questione nuova che giustifichi una rimessione in termini.
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Privilegio legale: oneri del creditore nel fallimento
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una banca contro l'esclusione del privilegio legale su un credito agrario in un fallimento. La Corte ha stabilito che, trattandosi di un privilegio speciale, il creditore ha l'onere di indicare specificamente i beni su cui intende esercitare la prelazione, non potendo invocare una generica impossibilità di conoscerli.
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Deducibilità costi familiari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un imprenditore edile a cui l'Agenzia delle Entrate contestava la deduzione di costi per la partecipazione agli utili del figlio non convivente. La Corte ha stabilito che la deducibilità costi familiari è in linea di principio ammissibile se il parente non rientra nell'elenco tassativo dell'art. 60 del TUIR. Tuttavia, ha cassato la decisione del giudice di merito perché il contribuente non aveva fornito prova certa e precisa del costo, ribadendo che l'onere della prova grava su chi intende dedurre il costo.
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Riduzione canone locazione: prova senza registrazione
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF che non riconosceva una riduzione del canone di locazione perché l'accordo non era stato registrato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la prova della riduzione canone locazione e della sua data certa non dipende esclusivamente dalla registrazione dell'atto. Altri elementi probatori possono essere valutati dal giudice per dimostrare l'anteriorità dell'accordo rispetto al periodo d'imposta, ribaltando la decisione precedente.
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