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Daspo giudiziario

Definizione

Misura restrittiva ordinata dal giudice penale come pena accessoria all'interno di una sentenza di condanna o patteggiamento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Daspo giudiziario: la Cassazione nega lo scomputo dei tempi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a un anno e nove mesi di reclusione per un tifoso che ha violato l'obbligo di firma. Il ricorrente, già colpito da Daspo giudiziario della durata di due anni, non si era presentato ai Carabinieri in occasione di due partite di calcio nel 2014. La difesa sosteneva che l'obbligo di presentazione fosse scaduto, chiedendo lo scomputo del periodo in cui era rimasto attivo il solo divieto di accesso agli stadi. I giudici hanno rigettato la tesi difensiva, stabilendo che le due prescrizioni sono autonome e hanno tempi di esecuzione differenti. Il divieto di accesso è immediatamente esecutivo, mentre l'obbligo di firma decorre solo dopo il passaggio in giudicato della sentenza.
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Daspo amministrativo: no al raddoppio per precedenti penali
Il Questore ha inflitto a un tifoso un Daspo amministrativo della durata di dieci anni con obbligo di firma, a causa di scontri autostradali. Il Tribunale ha convalidato la durata massima basandosi su un precedente Daspo giudiziario del 2008. La Cassazione ha annullato il provvedimento sulla durata, stabilendo che il precedente Daspo giudiziario (pena accessoria) non può essere assimilato al Daspo amministrativo (misura di prevenzione) per raddoppiare la durata della nuova misura. La legge prevede l'aumento di durata solo in caso di recidiva di Daspo amministrativo. Il tifoso ottiene così la rideterminazione al ribasso della durata dell'obbligo di firma.
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DASPO giudiziario all’estero: la Cassazione nega sconti al tifoso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a un anno e dieci mesi di reclusione e l'applicazione del DASPO giudiziario per la durata di tre anni nei confronti di un tifoso accusato di violenze durante una partita di calcio. Il ricorrente contestava l'identificazione avvenuta tramite video e l'impossibilità di adempiere all'obbligo di firma poiché residente all'estero. I giudici hanno respinto il ricorso: il riconoscimento da parte della polizia tramite filmati nitidi costituisce un valido indizio, confermato dal ritrovamento degli indumenti compatibili. Inoltre, la presunta residenza all'estero non era documentata e, comunque, non impedisce l'applicazione della misura, potendo l'interessato giustificare le singole assenze. Il tifoso perde il ricorso e deve pagare le spese processuali.
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Daspo giudiziario: la sua violazione non è reato
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione del Daspo giudiziario, stabilendo che la sanzione penale prevista dalla legge si applica solo al Daspo amministrativo emesso dal Questore, non a quello disposto dal giudice. La decisione si basa sul principio di tassatività della legge penale, che vieta l'interpretazione analogica a sfavore dell'imputato.
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