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Danno Tenue

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Danno tenue e furto: quando non si applica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19450/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato di energia elettrica. La Corte ha negato l'applicazione dell'attenuante del danno tenue, poiché l'energia sottratta alimentava diversi elettrodomestici, escludendo così che il valore del danno potesse considerarsi di entità irrisoria.
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Danno tenue: quando si applica l’attenuante nel furto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il furto di un cellulare da 800 euro. La Corte ha stabilito che l'attenuante del danno tenue non è applicabile, poiché il valore del bene non era irrisorio. È stata inoltre confermata l'aggravante della recidiva, basata sui numerosi precedenti penali dell'imputato per reati contro il patrimonio.
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Danno tenue: no a cumulo con la ricettazione lieve
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11459/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso, ribadendo un principio consolidato: l'attenuante comune del danno tenue (art. 62 n. 4 c.p.) non può essere concessa in aggiunta all'ipotesi speciale di ricettazione di lieve entità (art. 648 c. 4 c.p.). La Corte ha specificato che la speciale tenuità del fatto è già valutata nella norma incriminatrice speciale e non può essere considerata due volte a favore dell'imputato.
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Danno tenue: valutazione del pregiudizio totale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per furto e danneggiamento, ribadendo un principio fondamentale: la valutazione dell'attenuante del danno tenue deve considerare l'intero pregiudizio economico subito dalla vittima, inclusi i danni collaterali come la rottura del finestrino dell'auto, e non solo il valore degli oggetti rubati.
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