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Danno In Re Ipsa

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Provvedimenti

Danno da occupazione sine titulo: prova necessaria
Una recente sentenza della Corte di Appello di Firenze chiarisce i requisiti per ottenere il risarcimento per il danno da occupazione sine titulo. La Corte ha rigettato la richiesta di risarcimento di un proprietario poiché non aveva fornito la prova di un pregiudizio economico specifico, come la perdita di occasioni di affitto o vendita. La decisione conferma l'orientamento delle Sezioni Unite (Cass. 33645/2022), secondo cui il danno non è implicito nell'occupazione stessa ma deve essere concretamente allegato e provato. È stato inoltre respinto il risarcimento per opere sull'immobile, in quanto autorizzate dal precedente proprietario.
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Cavidotto abusivo: rimozione sì, risarcimento no
La Corte d'Appello di Genova ha confermato l'ordine di rimozione di un cavidotto abusivo installato da una società su un terreno privato. Tuttavia, ha respinto sia l'appello principale della società che quello incidentale del proprietario del fondo per il risarcimento dei danni. La Corte ha stabilito che, in assenza di una prova specifica di un concreto pregiudizio economico o di godimento, la sola presenza del manufatto non giustifica un risarcimento. La decisione ha anche riformato la condanna alle spese, compensandole integralmente tra le parti per via della soccombenza reciproca.
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Occupazione sine titulo: la prova del danno non basta
Un proprietario fa appello per ottenere un risarcimento per occupazione sine titulo di un suo immobile. La Corte d'Appello rigetta la richiesta, confermando la decisione di primo grado. La sentenza stabilisce che per ottenere il risarcimento non è sufficiente dimostrare l'occupazione illegittima, ma è necessario allegare e provare specificamente il danno subito, come la perdita di concrete opportunità di locazione o vendita. La sola violazione del diritto di proprietà non genera un risarcimento automatico.
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Occupazione sine titulo: condanna e risarcimento
La sentenza analizza un caso di occupazione sine titulo di un terreno privato, su cui una società aveva installato un elettrodotto senza autorizzazione. Il Tribunale di Bari ha accolto la domanda della proprietaria, ordinando l'immediata rimozione della linea elettrica a spese della società e condannandola al risarcimento del danno. La decisione chiarisce che il danno non è 'in re ipsa' (automatico), ma deve essere provato, sebbene sia sufficiente dimostrare, anche tramite presunzioni, il pregiudizio derivante dall'impossibilità di utilizzare il bene, come nel caso di un terreno destinato ad attività di B&B.
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