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Danno Biologico

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Provvedimenti

Risarcimento sinistro stradale: colpa esclusiva U-turn
Un motociclista subisce gravi lesioni a seguito di un incidente causato da un autocarro che eseguiva un'inversione a 'U' vietata. Il Tribunale di Venezia ha riconosciuto la colpa esclusiva del conducente dell'autocarro, basando la sua decisione sulle risultanze di una Consulenza Tecnica d'Ufficio. La sentenza analizza dettagliatamente il calcolo del risarcimento sinistro stradale, sia per il danno non patrimoniale che per quello patrimoniale, rigettando la tesi del concorso di colpa del motociclista.
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Responsabilità proprietario animale: la sentenza
Il Tribunale di Roma ha condannato la proprietaria di un cane per i danni causati a una passante, ribadendo la natura oggettiva della responsabilità del proprietario dell'animale. La difesa non ha provato il caso fortuito, unico esimente. La sentenza analizza in dettaglio la quantificazione del danno biologico e morale.
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Danno da demansionamento: prova e risarcimento
Un dipendente, dopo aver svolto mansioni dirigenziali, subisce un demansionamento. La Cassazione interviene sul caso, chiarendo la ripartizione dell'onere della prova e i criteri di liquidazione del danno da demansionamento. Si specifica che spetta al datore di lavoro dimostrare di aver adibito il lavoratore a mansioni corrette. Viene inoltre affrontata la questione del risarcimento del danno professionale, distinguendolo dalla perdita di chance, e si statuisce sulla necessità di accertare la soggettività giuridica dei fondi di previdenza complementare prima di poter decidere sulla relativa domanda di contribuzione.
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Benefici vittime terrorismo: quando il ricorso è nullo
Una vittima di attentato terroristico ha richiesto i benefici vittime terrorismo previsti dalla L. 206/2004. Il Tribunale ha respinto la domanda per mancata prova della riduzione della capacità lavorativa. La Cassazione ha dichiarato il ricorso diretto inammissibile, chiarendo che la procedura speciale ex art. 12 è limitata nel tempo e non applicabile al caso di specie, che avrebbe dovuto seguire la via ordinaria dell'appello.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono incongruenti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un'azienda ospedaliera. La decisione si fonda sulla non coerenza dei motivi di ricorso rispetto alle specifiche modifiche apportate dalla Corte d'Appello, che aveva solo corretto un errore di calcolo e confermato il risarcimento integrale per l'inabilità temporanea. L'azienda cercava di rimettere in discussione questioni già decise in primo grado e non oggetto della riforma in appello.
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Personalizzazione danno biologico: la sentenza di Firenze
Una donna di 32 anni, investita su strisce pedonali, ottiene un risarcimento che va oltre le tabelle standard. Il Tribunale di Firenze ha applicato la personalizzazione del danno biologico, riconoscendo l'impatto specifico dell'incidente sulla vita relazionale, lavorativa ed estetica della vittima. La sentenza distingue tra danno biologico base, danno morale e le conseguenze 'peculiari' che giustificano un aumento del risarcimento, come il danno estetico e la maggiore fatica nello svolgere il lavoro (cenestesi lavorativa).
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Malattia professionale: indennizzo per muratore
Un lavoratore, dopo oltre 25 anni di attività come muratore, ha citato in giudizio l'ente assicuratore per ottenere un indennizzo per malattia professionale legata a patologie delle spalle e dei gomiti. Inizialmente la domanda è stata respinta, ma la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione. Sulla base di una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), i giudici hanno riconosciuto il nesso causale tra il lavoro usurante e le malattie, liquidando un indennizzo pari al 10% di danno biologico e correggendo il calcolo del perito sul punto dell'arrotondamento finale.
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Aggravamento malattia: diritto alla rendita anche dopo anni
Un lavoratore, già beneficiario di un indennizzo per patologie professionali, ha ottenuto un aumento della prestazione a seguito di un aggravamento malattia. L'istituto assicuratore ha impugnato la decisione, sostenendo che il peggioramento fosse dovuto al normale invecchiamento e non al lavoro pregresso. La Corte d'Appello ha respinto il ricorso, affermando che la naturale evoluzione di una malattia professionale già riconosciuta costituisce causa legittima per l'aumento della rendita, anche a distanza di anni dalla cessazione dell'attività rischiosa, in base all'art. 137 del D.P.R. 1124/1965.
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Risarcimento sinistro stradale e onere della prova
Un'automobilista, coinvolta in un sinistro stradale con un animale selvatico, ha citato in giudizio il gestore autostradale per ottenere il risarcimento dei danni. Il Tribunale ha accolto la richiesta per il danno non patrimoniale (biologico e morale), liquidandolo sulla base della perizia medico-legale e delle Tabelle di Milano. Tuttavia, ha respinto la domanda di risarcimento del danno patrimoniale per perdita di capacità di guadagno. La decisione sottolinea come, per ottenere il risarcimento sinistro stradale di natura economica, il danneggiato debba fornire la prova concreta di una effettiva diminuzione del reddito, non essendo sufficiente la sola dimostrazione di una ridotta capacità lavorativa.
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Responsabilità medica bariatrica: risarcimento danni
Il Tribunale di Milano ha condannato una struttura sanitaria per responsabilità medica in chirurgia bariatrica. La paziente, dopo una sleeve gastrectomy, ha subito gravi danni neurologici a causa di una mancata diagnosi di carenza vitaminica. Il giudice ha riconosciuto un risarcimento per danno biologico, patrimoniale e interessi, basandosi sulle conclusioni della CTU che ha accertato la negligenza del personale medico nel non eseguire i controlli necessari nonostante i sintomi evidenti.
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Malattia professionale vibrazioni: il nesso causale
Il Tribunale di Ancona ha riconosciuto come malattia professionale le patologie alla colonna vertebrale di un autista, inclusi i disturbi al tratto cervicale. Basandosi su una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), la sentenza ha stabilito un nesso causale tra l'esposizione a vibrazioni sul lavoro e le lesioni, applicando il principio fisico della risonanza per giustificare il danno anche al collo. È stato liquidato un indennizzo per un danno biologico del 14%, confermando la rilevanza della malattia professionale da vibrazioni.
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Responsabilità datore di lavoro: risarcimento per lite
Un cliente di un ristorante, dopo una discussione sul cibo, è stato aggredito fisicamente dal titolare e da alcuni dipendenti. Il Tribunale ha riconosciuto la responsabilità del datore di lavoro per il fatto illecito dei suoi preposti, condannando la società e i suoi legali rappresentanti al risarcimento del danno biologico e patrimoniale subito dalla vittima. La decisione si fonda sull'articolo 2049 del Codice Civile, che stabilisce la responsabilità dei padroni e committenti per i danni arrecati dai loro dipendenti nell'esercizio delle loro incombenze.
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Rendita per malattia professionale: accolta al 21%
Un operatore ecologico ha citato in giudizio un ente previdenziale per ottenere il riconoscimento di una rendita per malattia professionale superiore a quella inizialmente liquidata (18%). L'ente non contestava l'origine professionale delle patologie ma solo la percentuale di invalidità. Il Tribunale, avvalendosi di una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), ha accertato un'invalidità permanente del 21%. Di conseguenza, ha condannato l'ente al pagamento della rendita per malattia professionale, poiché la percentuale supera la soglia legale del 16% per tale prestazione.
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