La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una proprietaria per aver realizzato un sentiero di oltre 400 metri in una riserva naturale. L'imputata si era difesa sostenendo che si trattasse di semplice manutenzione di un tracciato preesistente e che il reato fosse prescritto. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la costruzione di gradini, la movimentazione di terra e l'estirpazione di vegetazione costituiscono la creazione di nuove opere senza autorizzazione paesaggistica, un reato grave. Le testimonianze hanno collocato i lavori in epoca recente, escludendo la prescrizione. La proprietaria è stata condannata al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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