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Custodia Cautelare — Anno 2026

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Altri anni per Custodia Cautelare

Provvedimenti

Custodia Cautelare Mafia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un individuo accusato di associazione di tipo mafioso e tentata estorsione. La Corte ha ritenuto infondate le lamentele del ricorrente sulla mancanza di prove attuali del suo legame con il sodalizio criminale, sottolineando che, per le associazioni mafiose storiche, la presunzione di pericolosità persiste a meno che non vi sia una prova concreta di rescissione dei legami. Il ricorso è stato quindi rigettato, consolidando il principio della forte presunzione cautelare in materia di criminalità organizzata.
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Custodia Cautelare: quando è illegittima in carcere?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un autotrasportatore accusato di trasporto di droga. Il motivo è la mancata specifica motivazione del Tribunale sull'inadeguatezza degli arresti domiciliari, ritenendo insufficiente il generico riferimento al rischio di reiterazione del reato.
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Ingiusta detenzione: sì al risarcimento se assolto
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione sussiste se l'imputato viene assolto per il reato che ha giustificato la misura cautelare. L'eventuale prescrizione di altri reati, non posti a fondamento della detenzione, è irrilevante. Il caso riguardava un soggetto detenuto per associazione mafiosa, poi assolto, a cui era stata negata la riparazione perché un'altra accusa minore era caduta in prescrizione. La Corte ha annullato la decisione, specificando che la valutazione deve essere circoscritta esclusivamente ai fatti che hanno costituito il presupposto della detenzione.
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Rinuncia al ricorso: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un appello a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai difensori. Il caso riguardava la retrodatazione dei termini di una misura cautelare, ma l'interesse del ricorrente è venuto meno dopo che la sua condanna per un grave reato è diventata definitiva. La decisione sottolinea come la rinuncia, formalizzata prima dell'udienza da legali muniti di procura speciale, chiuda il procedimento senza un esame nel merito.
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