Una donna, madre di due figli minori, accusata di gravi reati tra cui tratta di esseri umani e sfruttamento della prostituzione, veniva posta in custodia cautelare in carcere. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza, ritenendo la motivazione del Tribunale del riesame carente. Il Tribunale non aveva spiegato adeguatamente perché le esigenze cautelari, seppur gravi, non potessero essere soddisfatte con misure meno afflittive come la detenzione in un istituto a custodia attenuata. La sentenza ribadisce il rigoroso onere motivazionale per disporre la custodia cautelare madre in carcere.
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