La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo accusato di uso indebito di carta di credito. L'imputato aveva pagato servizi alberghieri per circa 2.000 euro con una carta clonata, il cui titolare aveva disconosciuto l'operazione. In Cassazione, l'uomo ha contestato la validità di sue precedenti dichiarazioni, ritenute non verbalizzate correttamente. I giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile, applicando il 'criterio di resistenza': la condanna si basava su prove schiaccianti (l'uso della carta e la denuncia del proprietario), rendendo irrilevante il vizio procedurale sollevato. La colpevolezza per l'uso indebito di carta di credito è stata quindi definitivamente accertata.
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