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Criterio di economicità

Definizione

Il principio secondo cui un'attività è gestita in modo da coprire i costi di produzione con i ricavi ottenuti. Non implica necessariamente uno scopo di profitto, ma è un indice di natura imprenditoriale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Fallibilità dell’associazione: no-profit fallita? Non senza prove
Un'associazione di allevatori, con scopi istituzionali e finanziata da fondi pubblici, veniva dichiarata fallita. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, non perché un'associazione non possa fallire, ma perché la sentenza precedente mancava di una motivazione concreta. I giudici non avevano spiegato in modo dettagliato perché l'attività dell'ente fosse prevalentemente commerciale e gestita con criteri di economicità. La Corte ha stabilito che la fallibilità dell'associazione deve essere provata con un'analisi fattuale rigorosa, non con affermazioni generiche. Il caso è stato quindi rinviato a un nuovo giudice per un esame più approfondito.
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Fallimento Cooperativa Sociale: non profit non basta per evitarlo?
Una cooperativa sociale, dichiarata fallita in primo grado, ha sostenuto che la sua natura non profit e di utilità sociale dovesse escluderla dalla procedura. Il caso è arrivato in Cassazione, che ha riconosciuto la complessità della questione: lo scopo sociale può prevalere sul criterio di economicità che caratterizza l'attività d'impresa? Data l'importanza e la novità della domanda, i giudici non hanno emesso una sentenza definitiva. Hanno rinviato la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito, lasciando aperta la questione sul **fallimento cooperativa sociale**. La decisione finale stabilirà un principio fondamentale per tutto il terzo settore.
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Indennità di disoccupazione ASPI: ente pubblico o economico?
La Corte di Cassazione ha analizzato il ricorso dell'ente previdenziale contro una sentenza che riconosceva l'Indennità di disoccupazione ASPI a una dipendente di un consorzio di comuni per la gestione dei rifiuti. Il nodo centrale riguarda la natura giuridica del datore di lavoro. Se il consorzio è una Pubblica Amministrazione, i dipendenti a tempo indeterminato sono esclusi dal beneficio. I giudici di merito avevano erroneamente qualificato il consorzio come ente pubblico economico. La Suprema Corte ha invece evidenziato che l'ente opera in regime di privativa, è finanziato dai comuni e non segue criteri di mercato. Pertanto, la natura pubblica dell'ente preclude l'accesso alla prestazione assicurativa per i lavoratori stabili. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame dei requisiti statutari.
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