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Credito futuro

Definizione

Un credito che non è ancora sorto al momento della dichiarazione di fallimento, poiché non si sono ancora verificati tutti i presupposti di legge per la sua esistenza. Non può essere ammesso al passivo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cessione del credito IVA: la Cassazione sblocca i rimborsi futuri
Un Commissario Straordinario ha ceduto a un'Azienda il proprio credito per il rimborso dell'IVA, indebitamente versata su fatture emesse verso società estere. L'Agenzia delle Entrate ha rifiutato il rimborso e i giudici di merito hanno ritenuto invalida la cessione del credito IVA poiché il credito non era ancora stato indicato nella dichiarazione annuale del cedente. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Azienda, stabilendo che la cessione del credito IVA è pienamente valida anche se il credito non è ancora esposto in dichiarazione, purché esista il rapporto giuridico di base. La sentenza di appello è stata cassata con rinvio.
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Insinuazione al passivo: TFR e crediti futuri
Una società che, in seguito a una retrocessione di ramo d'azienda, si era fatta carico di debiti lavorativi (ferie, TFR) di un'altra impresa, poi fallita, ha tentato l'insinuazione al passivo per recuperare tali somme. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo principi chiari: per l'azione surrogatoria è necessaria la prova rigorosa del pagamento, e i crediti futuri come il TFR non ancora maturato non possono essere ammessi al passivo fallimentare, neppure con riserva.
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Insinuazione al passivo TFR: quando è escluso il credito
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di una società di ammettere al passivo del fallimento di un'altra impresa un credito per TFR e ferie dei dipendenti trasferiti. La Corte ha chiarito che l'insinuazione al passivo TFR è inammissibile se il rapporto di lavoro prosegue con il nuovo datore, poiché il credito non è ancora esigibile al momento della dichiarazione di fallimento, configurandosi come un credito futuro. La domanda relativa alle ferie è stata respinta per mancanza di prova del pagamento.
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Onere della prova credito futuro: chi deve provare?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale in materia di cessione del credito. Nel caso di un credito futuro ed eventuale, l'onere della prova della sua venuta ad esistenza spetta al creditore cessionario (chi acquista il credito) e non al debitore. La vicenda trae origine da un decreto ingiuntivo per il pagamento di una fattura relativa a un canone di subconcessione aeroportuale, in parte variabile in base al numero di passeggeri. Il debitore si opponeva sostenendo che, a causa di un calo dei passeggeri, parte del credito non era mai sorta. La Suprema Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente posto l'onere della prova a carico del debitore, riaffermando che l'efficacia della cessione di un credito futuro è subordinata alla sua effettiva esistenza, che deve essere provata da chi agisce per il recupero.
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