LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Crediti previdenziali

Definizione

Somme di denaro che datori di lavoro e lavoratori devono versare agli enti di previdenza per finanziare le pensioni e le altre prestazioni assistenziali.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Termini di decadenza riscossione crediti previdenziali: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di una Contribuente contro l'iscrizione ipotecaria e la cartella di pagamento sottostante, emesse dall'Agente della Riscossione e dall'Ente Previdenziale. La Contribuente contestava la validità della notifica della cartella e l'applicabilità dei Termini di decadenza riscossione crediti previdenziali, invocando l'Art. 25 del DPR 602/1973. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Ha confermato la validità della notifica e ha ribadito che i termini di decadenza previsti dall'Art. 25 del DPR 602/1973 non si applicano ai crediti previdenziali, per i quali esiste una disciplina speciale. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili le contestazioni sulla prescrizione e sul quantum del credito, poiché non erano state sollevate correttamente o erano precluse dalla mancata impugnazione della cartella. Infine, ha escluso la cessazione della materia del contendere per mancanza di prova sull'adesione alla definizione agevolata.
Continua »
Credito Previdenziale: Privilegio Negato nella Liquidazione Coatta
Un lavoratore ha chiesto l'ammissione in via privilegiata del suo credito previdenziale, derivante da contributi al Fondo Integrativo Pensioni, nello stato passivo di una banca in liquidazione coatta amministrativa. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha stabilito che i crediti per contributi ai fondi di previdenza complementare hanno natura previdenziale ma non godono del privilegio riservato ai crediti di lavoro. Inoltre, ha chiarito che gli interessi e la rivalutazione monetaria su tali crediti si fermano alla data della liquidazione coatta amministrativa, non al deposito dello stato passivo. La Cassazione ha accolto il ricorso della banca su questo punto, rinviando la causa per una nuova decisione.
Continua »
Interessi su contributi previdenziali: stop al tasso ordinario
L'Agente della Riscossione ha notificato un'intimazione di pagamento a un'Azienda per il recupero di crediti previdenziali. L'Azienda ha contestato l'atto, evidenziando che la cartella esattoriale originaria era stata sospesa dal giudice. La Corte d'Appello ha ritenuto applicabili i soli interessi legali generici. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Agente della Riscossione, stabilendo che, anche in caso di sospensione cautelare, per il calcolo degli interessi su contributi previdenziali non si applica il tasso d'interesse legale comune, bensì la disciplina speciale di settore. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
Continua »
Credito previdenziale: prova e ammissione al passivo
Un'agenzia di riscossione ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare di un credito tributario e di un ingente credito previdenziale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, respingendo il ricorso. È stato stabilito che, in caso di contestazione da parte del curatore, l'agente della riscossione deve fornire prova documentale completa a supporto della pretesa per il credito previdenziale, non essendo sufficiente il solo estratto di ruolo. La Corte ha inoltre ribadito la giurisdizione del giudice ordinario sulle questioni di prescrizione dei crediti tributari già consolidati.
Continua »
Giurisdizione contributi previdenziali: decide il Lavoro
Una società si è opposta a delle cartelle di pagamento per contributi previdenziali. Ne è nato un conflitto tra il Giudice del Lavoro e quello Tributario. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha risolto la questione, stabilendo che la giurisdizione per contributi previdenziali spetta al Giudice del Lavoro. La Corte ha chiarito che, per determinare la competenza, si deve guardare alla natura del credito (in questo caso previdenziale) e non allo strumento usato per la riscossione (la cartella esattoriale).
Continua »
Cumulo interessi rivalutazione: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha stabilito che per i crediti previdenziali sorti prima del 1992, il creditore ha diritto al cumulo di interessi e rivalutazione monetaria fino al saldo effettivo, anche se questo avviene dopo l'entrata in vigore della legge che ha introdotto il divieto. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che limitava tale cumulo al 31 dicembre 1991, affermando che la normativa applicabile è quella vigente al momento in cui il credito è maturato. Il caso riguardava il ritardato pagamento di un supplemento di pensione da parte di un ente previdenziale.
Continua »