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Costituzione In Mora

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Provvedimenti

Interruzione prescrizione: vale la copia non firmata?
Un agente di polizia municipale ha agito contro il Comune per ottenere il pagamento del lavoro festivo. Il Comune ha eccepito la prescrizione del diritto. La controversia è giunta in Cassazione sulla validità, ai fini dell'interruzione prescrizione, di una lettera di messa in mora la cui copia prodotta in giudizio era priva di firma. La Corte di Cassazione ha stabilito che la produzione in giudizio della copia della lettera, unitamente all'avviso di ricevimento della raccomandata, crea una presunzione di corrispondenza con l'originale ricevuto, sufficiente a interrompere la prescrizione, salvo prova contraria a carico del destinatario.
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Reticenza assicurato: quando perdi la copertura
Un dirigente amministrativo, citato per danno erariale, si è visto negare la copertura assicurativa. La Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che la reticenza dell'assicurato su indagini a suo carico al momento della stipula del contratto fa perdere il diritto all'indennizzo. La sentenza chiarisce anche le regole procedurali per l'impugnazione in caso di domande alternative contro più parti.
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Interruzione prescrizione: un invito a transigere non basta
Una società creditrice ha perso il suo diritto al pagamento da un ente pubblico perché la sua comunicazione, intesa come un invito a negoziare, non è stata ritenuta un atto valido per l'interruzione prescrizione. La Corte di Cassazione ha confermato che per interrompere i termini è necessaria una chiara intimazione di pagamento, non una semplice proposta di accordo.
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Interessi moratori avvocato: quando decorrono?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20007/2025, ha stabilito un principio fondamentale sugli interessi moratori avvocato. In un caso di recupero crediti per compensi professionali, la Corte ha chiarito che il tasso di interesse maggiorato, previsto per le transazioni commerciali (art. 1284, comma 4, c.c.), decorre dalla data della costituzione in mora, e non dalla successiva domanda giudiziale. La sentenza impugnata, che aveva applicato un doppio regime di interessi, è stata cassata su questo punto. La Corte ha invece rigettato la richiesta di maggiorazione del compenso per l'uso di modalità telematiche, specificando che il solo deposito di file PDF non è sufficiente a giustificare l'aumento.
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Contestazione bollette acqua: onere della prova
La Corte d'Appello di Roma ha confermato la sentenza di primo grado in un caso di contestazione bollette acqua, rigettando le richieste di un utente contro le società fornitrici. La decisione ribadisce un principio fondamentale: in caso di consumi ritenuti anomali, spetta all'utente dimostrare che l'eccesso non è a lui imputabile, una volta che la società ha provato il corretto funzionamento del contatore. L'utente non è riuscito a provare né un presunto accordo transattivo né che l'anomalia dei consumi fosse dovuta a fattori esterni al suo controllo.
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Cessione del credito: quando è valida nonostante i divieti
Un'azienda si oppone a un decreto ingiuntivo eccependo un divieto di cessione del credito. Il Tribunale di Roma rigetta l'opposizione, affermando che il conferimento del credito a una società controllata quasi al 100% non viola la ratio del divieto, poiché il controllo economico resta invariato. La sentenza analizza la validità della cessione del credito infragruppo.
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