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cost-sharing

Definizione

Accordo con cui più società dello stesso gruppo condividono i costi per servizi comuni. Per essere valido ai fini fiscali, deve essere ben documentato e dimostrare un reale vantaggio per chi riceve il servizio.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Giudicato esterno: limiti all’efficacia pluriennale
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti di applicazione del giudicato esterno nel diritto tributario. Una società di comunicazione aveva contestato alcuni avvisi di accertamento IRES per l'anno 2005, sostenendo che una precedente sentenza favorevole relativa all'anno 2003 dovesse fare stato anche per l'annualità successiva. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che l'annullamento di un atto per vizio di motivazione ha natura formale e non si estende ad altri anni. Inoltre, la valutazione sull'inerenza dei costi, inclusi quelli derivanti da contratti di cost sharing, deve essere effettuata annualmente, impedendo l'efficacia automatica del precedente giudicato.
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Giudicato esterno: limiti nel diritto tributario
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una sentenza che aveva applicato il principio del giudicato esterno per annullare alcuni avvisi di accertamento. La controversia riguardava la deducibilità di costi per ammortamento e accordi di cost sharing. La Suprema Corte ha chiarito che una precedente sentenza basata esclusivamente su un vizio formale di motivazione non può avere efficacia vincolante per annualità d'imposta diverse. Inoltre, la valutazione sull'inerenza dei costi deve essere effettuata annualmente, poiché i presupposti di fatto possono variare nel tempo, impedendo l'estensione automatica del giudicato esterno a periodi d'imposta differenti.
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Costi infragruppo: onere della prova per la società
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22700/2024, si è pronunciata su un caso di indebita detrazione IVA relativa a costi infragruppo e distacco di personale. La Corte ha stabilito che, per la detrazione IVA sui costi infragruppo, la società beneficiaria ha un rigoroso onere della prova sull'effettività, inerenza e utilità dei servizi ricevuti, non essendo sufficiente un generico contratto di 'cost sharing'. Diversamente, ha chiarito che il rimborso del costo per il distacco di personale è soggetto a IVA se esiste un nesso di corrispettività tra il servizio e la somma pagata, in linea con il diritto UE.
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Costi infragruppo: onere della prova e utilità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8010/2024, ha affrontato il tema della deducibilità dei costi infragruppo per l'uso di marchi e know-how. Ha stabilito che il contribuente ha l'onere di provare l'utilità effettiva e aggiuntiva di tali costi, specialmente se esistono già accordi di cost-sharing. In assenza di tale prova, i costi sono considerati una duplicazione e quindi indeducibili. La decisione ha anche confermato che, in regime di trasparenza fiscale, l'esito dell'accertamento sulla società partecipata vincola direttamente i soci.
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