LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Convalida

Pagina 6 di 25

Provvedimenti

Convalida del DASPO: il ritardo del PM non cancella la misura
Il Questore ha imposto a un tifoso il divieto di accesso alle manifestazioni sportive per tre anni, con l'obbligo di firma. Il provvedimento è stato notificato il 13 febbraio 2023. Il Pubblico Ministero ha chiesto la convalida oltre le 48 ore dalla notifica, ma il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato la misura entro le complessive 96 ore dalla notifica stessa. Il tifoso ha fatto ricorso sostenendo il mancato rispetto del termine di 48 ore da parte del PM. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la convalida del DASPO è legittima se interviene entro il termine globale di 96 ore dalla notifica, a prescindere dal ritardo del PM nella richiesta, non essendoci stata alcuna lesione del diritto di difesa.
Continua »
Convalida del DASPO: se il giudice corre, il tifoso vince
Il Questore di Varese imponeva a un tifoso, a seguito di disordini durante una partita di basket, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive per sei anni, con l'obbligo di presentazione periodica alla polizia. Il provvedimento veniva notificato l'8 maggio alle ore 15:00, ma il Giudice per le indagini preliminari convalidava la misura il 10 maggio alle ore 11:40, prima dello scadere delle 48 ore dalla notifica. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del tifoso, stabilendo che la convalida del DASPO non può avvenire prima del decorso delle 48 ore, termine minimo necessario per consentire l'effettivo esercizio del diritto di difesa. Di conseguenza, la Suprema Corte annulla senza rinvio l'ordinanza di convalida limitatamente all'obbligo di firma, che cessa immediatamente di avere efficacia.
Continua »
Obbligo di firma e DASPO: la mancanza dell’ora annulla la misura
Il Questore ha imposto a un tifoso il divieto di accesso alle manifestazioni sportive con l'obbligo di firma in questura per cinque anni. Il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato la misura, ma senza indicare l'ora esatta del provvedimento. Il tifoso ha fatto ricorso lamentando la violazione del diritto di difesa, poiché la mancanza dell'orario impediva di verificare il rispetto del termine minimo di 48 ore dalla notifica per presentare memorie. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la mancata indicazione dell'ora di convalida determina l'inefficacia della misura. Di conseguenza, la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata relativamente all'obbligo di firma e DASPO, liberando il tifoso da tale vincolo.
Continua »
Obbligo di presentazione alla polizia: confermata la convalida
Il Questore di Napoli ha imposto a un cittadino l'obbligo di presentazione alla polizia in concomitanza con le manifestazioni sportive. Il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato tempestivamente la misura. Il destinatario del provvedimento ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando un difetto di motivazione sui presupposti della decisione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il controllo del giudice sulla convalida deve essere concreto e approfondito, valutando la pericolosità del soggetto, l'urgenza e la durata della misura. Nel caso specifico, il giudice di merito ha motivato in modo logico e completo, confermando la legittimità del provvedimento. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Obbligo di presentazione e lavoro: la Cassazione tutela i turni
Il Questore imponeva a un tifoso il DASPO con l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria durante le partite. Il Giudice per le indagini preliminari convalidava la misura, omettendo però di valutare le memorie difensive relative alle turnazioni lavorative del destinatario. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso del tifoso, stabilendo che l'obbligo di presentazione deve necessariamente tenere conto delle documentate esigenze lavorative del soggetto colpito. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato l'ordinanza limitatamente a questo aspetto, rinviando il caso al Tribunale per una nuova valutazione e sospendendo temporaneamente l'efficacia della misura di presentazione.
Continua »
Nullità convalida DASPO: difesa negata annulla l’obbligo di firma
Il Questore imponeva al Destinatario l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tuttavia, la notifica dell'atto non conteneva l'avviso della facoltà di presentare memorie difensive al Giudice per le indagini preliminari. Il Giudice convalidava comunque la misura. Il Destinatario ha proposto ricorso lamentando la violazione del diritto di difesa. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo la Nullità convalida DASPO. L'omissione dell'avviso lede il diritto di intervento e assistenza dell'interessato, determinando una nullità di ordine generale e assoluta. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza di convalida e ha dichiarato l'inefficacia dell'obbligo di presentazione.
Continua »
Violazione del DASPO: lo stadio vietato costa un anno di carcere
Un uomo, sanzionato con il divieto di accesso alle manifestazioni sportive per vendita abusiva di biglietti, ha commesso per ben sette volte la violazione del DASPO. Condannato in primo e secondo grado, ha proposto ricorso in Cassazione contestando la legittimità del provvedimento del Questore e la sua convalida. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna a un anno di reclusione e 10.000 euro di multa. I giudici hanno chiarito che il giudice penale non può sindacare la legittimità del divieto di accesso, trattandosi di un provvedimento amministrativo che andava impugnato dinanzi al TAR, mentre la convalida dell'obbligo di firma doveva essere contestata subito in Cassazione.
Continua »
Convalida del DASPO: orario mancante annulla l’obbligo di firma
Il Questore ha imposto a un tifoso il DASPO con l'obbligo di presentazione alla polizia durante le partite. Il provvedimento è stato notificato il 12 gennaio alle 15:20, fissando la scadenza per la decisione del giudice entro 96 ore, ossia il 16 gennaio alle 15:20. Il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato la misura il 16 gennaio, ma ha omesso di indicare l'orario del deposito sull'ordinanza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino, stabilendo che l'assenza dell'orario genera un'incertezza insanabile sul rispetto del termine perentorio. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio il provvedimento, dichiarando l'inefficacia dell'obbligo di firma per vizio di forma nella convalida del DASPO.
Continua »
Convalida del DASPO: la fretta del giudice cancella l’obbligo
Il Questore di Foggia imponeva a un tifoso il divieto di accedere alle manifestazioni sportive per tre anni, con l'ulteriore obbligo di presentazione alla polizia durante le partite. Il Giudice per le indagini preliminari convalidava l'obbligo di firma prima dello scadere delle 48 ore dalla notifica del provvedimento all'interessato. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del tifoso, stabilendo che la convalida del DASPO con obbligo di firma effettuata prima del decorso del termine di 48 ore viola il diritto di difesa e determina la nullità generale del provvedimento. Di conseguenza, la Suprema Corte annulla senza rinvio l'ordinanza di convalida, dichiarando l'inefficacia del solo obbligo di presentazione.
Continua »
Prelievo coattivo di campioni biologici: firma o esecuzione?
Il Pubblico Ministero ha disposto d'urgenza un prelievo coattivo di campioni biologici su un soggetto indagato. Il Giudice per le indagini preliminari ha dichiarato inammissibile la richiesta di convalida ritenendola tardiva, calcolando il termine di quarantotto ore dalla data di emissione del decreto. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Procuratore, stabilendo che il termine per richiedere la convalida inizia a decorrere esclusivamente dal momento dell'effettiva esecuzione del prelievo sulla persona, e non dalla firma del provvedimento. Trattandosi di un atto che incide sulla libertà personale, l'esigenza di controllo del giudice sorge solo quando la lesione del diritto si realizza concretamente. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato l'ordinanza impugnata ordinando al giudice di riesaminare il caso.
Continua »
DASPO con obbligo di firma: scontro violento costa otto anni di stop
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un tifoso contro la convalida del DASPO con obbligo di firma per la durata di otto anni. Il provvedimento era stato emesso dal Questore a seguito di un violento scontro fortuito tra tifoserie opposte, nel quale il ricorrente aveva svolto un ruolo di primo piano. La Suprema Corte ha chiarito che, in caso di recidiva, l'applicazione dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria è obbligatoria per legge e la durata deve essere compresa tra cinque e dieci anni. Inoltre, i requisiti di urgenza non richiedono una specifica motivazione se non vi sono state partite tra la notifica e la convalida. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Misura alternativa al trattenimento: stop se l’espulsione cade
Una cittadina straniera ha impugnato la convalida della misura alternativa al trattenimento consistente nella consegna del passaporto, disposta a seguito di un decreto di espulsione. Nel frattempo, il Tribunale ha sospeso l'espulsione e le ha riconosciuto la protezione speciale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il Giudice di Pace deve sempre verificare l'efficacia del decreto di espulsione presupposto. Poiché l'espulsione era stata sospesa, la misura alternativa al trattenimento ha perso ogni base legale ed è nulla. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato definitivamente l'ordine di consegna del passaporto.
Continua »
Riesame del sequestro: la forma batte la sostanza in Cassazione
Durante una perquisizione domiciliare, la polizia giudiziaria ha sequestrato marijuana, denaro e attrezzature a un indagato. La difesa ha proposto istanza di riesame del sequestro direttamente contro il verbale della polizia, lamentando la mancata convalida tempestiva del pubblico ministero. Il Tribunale ha dichiarato inammissibile la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità, chiarendo che il riesame del sequestro non può essere proposto contro l'atto della polizia, ma solo contro il decreto di convalida del pubblico ministero. Se la convalida manca o è tardiva, il sequestro perde efficacia e l'interessato deve chiedere la restituzione dei beni direttamente al pubblico ministero, opponendosi al giudice in caso di rifiuto. I ricorsi sono stati quindi dichiarati inammissibili con condanna alle spese.
Continua »
Misure alternative al trattenimento: ricorso inammissibile
Il Giudice di Pace di Roma ha convalidato le misure alternative al trattenimento (consegna del passaporto e obbligo di firma) disposte dal Questore nei confronti di un cittadino straniero. Quest'ultimo ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancanza di motivazione del provvedimento. Il ricorrente sosteneva che l'amministrazione non avesse considerato la sua richiesta di conversione del permesso di soggiorno per motivi di lavoro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che le contestazioni relative alla regolarità del soggiorno devono essere sollevate impugnando direttamente il decreto di espulsione, e non possono essere presentate per la prima volta nel giudizio di legittimità, poiché richiedono accertamenti di fatto non consentiti in questa sede.
Continua »
Sequestro probatorio: la Cassazione smentisce il Riesame
La polizia giudiziaria ha eseguito d'urgenza il sequestro di derivati della canapa presso un esercizio commerciale, qualificandolo come preventivo. Il Pubblico Ministero ha convalidato l'atto qualificandolo però come sequestro probatorio per finalità di indagine. Il Tribunale del Riesame ha annullato il provvedimento, ritenendo errata la procedura. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore, stabilendo che il Pubblico Ministero ha il pieno potere di riqualificare giuridicamente il vincolo sulle cose sequestrate. Il giudice del riesame deve valutare la legittimità del decreto del magistrato e non l'operato iniziale della polizia. La Cassazione ha quindi annullato la decisione del Tribunale, disponendo un nuovo giudizio.
Continua »
Sequestro probatorio valido anche se la prima convalida scade
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de L'Indagato contro il provvedimento del Tribunale di Ferrara. La polizia giudiziaria aveva eseguito un sequestro di iniziativa su un computer e vari accessori, ma il Pubblico Ministero non lo aveva convalidato nei termini. Successivamente, lo stesso Pubblico Ministero ha emesso un nuovo, autonomo decreto di sequestro probatorio sugli stessi beni. La difesa sosteneva che la mancata convalida imponesse la restituzione immediata e definitiva delle cose. I giudici hanno invece chiarito che la mancata convalida per vizi formali non impedisce al magistrato di ordinare nuovamente il sequestro probatorio degli stessi oggetti, purché l'atto sia privo di vizi. L'Indagato perde il ricorso e viene condannato a pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
Continua »
Diritto di difesa violato: annullato l’obbligo di firma
Il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato l'obbligo di firma per cinque anni imposto dal Questore a un cittadino, omettendo però di esaminare la memoria difensiva tempestivamente depositata dall'avvocato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino, stabilendo che il mancato esame delle deduzioni difensive viola gravemente il diritto di difesa. La Suprema Corte ha chiarito che la garanzia del contraddittorio non è un mero formalismo, ma richiede una valutazione reale e concreta delle ragioni dell'interessato da parte del giudice. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato l'ordinanza di convalida, disponendo il rinvio al Tribunale per un nuovo esame e sospendendo temporaneamente l'efficacia dell'obbligo di firma.
Continua »
Trattenimento dello straniero: la Cassazione nega la libertà
Un cittadino straniero ha impugnato la convalida del suo trattenimento presso un centro di permanenza temporanea, disposto dopo un decreto di espulsione. Lo straniero lamentava il mancato rispetto dei termini procedurali, l'illegittimità dell'espulsione per assenza di un termine per l'allontanamento volontario e l'inesistenza dei presupposti per la misura, come il pericolo di fuga. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità del provvedimento. I giudici hanno chiarito che il trattenimento dello straniero è valido se sussistono i requisiti di legge al momento dell'espulsione, atto che ha natura vincolata. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili le contestazioni di fatto relative al pericolo di fuga e alla mancanza di voli.
Continua »
Diritto di difesa: annullata la convalida troppo rapida
Il Questore imponeva a un cittadino l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Il Giudice per le indagini preliminari convalidava la misura prima della scadenza delle quarantotto ore dalla notifica del provvedimento. Il destinatario ha fatto ricorso in Cassazione denunciando la violazione del proprio diritto di difesa, poiché la decisione anticipata gli ha impedito di presentare memorie difensive. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il termine di quarantotto ore per la convalida ha natura dilatoria ed è posto a tutela del destinatario. Di conseguenza, la decisione anticipata lede il diritto di difesa e determina la nullità assoluta della convalida. La Suprema Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza, dichiarando cessata l'efficacia dell'obbligo di presentazione.
Continua »
Scappare dal controllo di polizia dimostra il pericolo di fuga
Il Procuratore della Repubblica ha impugnato l'ordinanza con cui il Giudice per le indagini preliminari non aveva convalidato il fermo di un uomo indiziato di ricettazione. Il Giudice riteneva insussistente il pericolo di fuga. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il tentativo di scappare durante un controllo di polizia costituisce un chiaro e concreto indizio di pericolo di fuga. La valutazione di questo rischio deve essere effettuata ex ante, basandosi sulla rilevante probabilità che l'indagato si sottragga alla giustizia. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato l'ordinanza del giudice e ha dichiarato pienamente legittimo il fermo eseguito dalla Polizia di Stato.
Continua »