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Controricorso tardivo

Definizione

L'atto di difesa depositato oltre i termini di legge, che comporta l'impossibilità di presentare ulteriori memorie scritte.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Interessi moratori per ritardato pagamento e ASL: stop ai rimborsi
Una clinica privata convenzionata ha richiesto all'Azienda Sanitaria Locale il versamento di oltre trecentomila euro a titolo di interessi moratori per ritardato pagamento relativi a prestazioni sanitarie. La struttura sosteneva che i contratti annuali successivi al 2002 giustificassero l'applicazione della speciale tutela contro i ritardi commerciali. La Corte d'Appello ha respinto la domanda: i documenti successivi erano meri accordi attuativi della convenzione originaria del 1997, antecedente alla nuova normativa. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della clinica privata. I giudici di legittimità non possono riesaminare l'interpretazione dei contratti compiuta dal giudice di merito. La Cassazione ha dichiarato inammissibile anche il controricorso dell'ente pubblico perché depositato oltre i termini, confermando integralmente il rigetto della domanda economica avanzata dalla struttura.
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Improcedibilità del ricorso in Cassazione e cartelle nulle
Un cittadino ha contestato con successo una cartella esattoriale di oltre duecentomila euro per spese di giustizia. Gli enti pubblici hanno impugnato la sentenza favorevole al debitore davanti alla Suprema Corte. I giudici hanno tuttavia dichiarato l'improcedibilità del ricorso in Cassazione. Gli enti ricorrenti hanno omesso il deposito della relata di notifica telematica della sentenza d'appello, allegando solo la copia semplice del provvedimento. Tale violazione formale ha impedito la verifica preliminare della tempestività dell'impugnazione. La Suprema Corte ha chiuso il giudizio senza esaminare il merito, condannando l'amministrazione a rimborsare settemila euro di spese legali.
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Imponibile contributivo: indennità da terzi escluse dal TFR
Alcuni dipendenti di un istituto bancario, impiegati presso lo sportello interno alla Camera dei Deputati, hanno chiesto di includere le indennità corrisposte da quest'ultima nell'imponibile contributivo e nel calcolo del TFR. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei lavoratori, confermando che tali somme non rientrano nell'imponibile contributivo. La Corte ha chiarito che l'imponibilità fiscale non coincide automaticamente con quella previdenziale. Le indennità erogate da un soggetto terzo (la Camera dei Deputati) non hanno causa diretta nel rapporto di lavoro con la banca, ma costituiscono un'obbligazione esterna. Di conseguenza, non fanno parte della retribuzione utile per i contributi e per la liquidazione. La banca, essendosi costituita in ritardo, non ha ottenuto il rimborso delle spese di lite.
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