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Controricorrente

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Provvedimenti

Responsabilità del costruttore: la duplice condanna
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un'impresa edile, ritenendola responsabile per l'80% dei danni da allagamento subiti da alcuni immobili. La Corte ha stabilito la duplice responsabilità del costruttore, sia ai sensi dell'art. 2050 c.c. per attività pericolosa, sia per negligenza generica ex art. 2043 c.c. L'appello del costruttore è stato respinto perché non aveva impugnato una delle due autonome ragioni della decisione e perché un precedente provvedimento cautelare non costituisce giudicato.
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Graduatorie ad esaurimento: diploma non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7785/2023, ha stabilito che il possesso del diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 non costituisce titolo sufficiente per l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento (GAE). La Corte ha rigettato il ricorso di alcune insegnanti, chiarendo che l'accesso a tali graduatorie era riservato a chi era già inserito nelle previgenti graduatorie permanenti al momento della loro trasformazione e chiusura a nuovi inserimenti, disposta dalla legge n. 296/2006.
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Contratti a termine PA: Abuso e Limiti secondo la Cassazione
Un lavoratore di un ente comunale è stato impiegato per dieci anni tramite successivi contratti a termine. Egli ha contestato l'abuso di tale strumento, utilizzato per coprire un'esigenza permanente. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che anche le norme speciali per l'assunzione di dirigenti (art. 110 TUEL) non possono giustificare il rinnovo prolungato di contratti a termine PA in assenza di comprovate e genuine esigenze temporanee, in linea con la direttiva europea. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Impugnazione incidentale tardiva: quando si perde?
Una società di trasporti, sanzionata per aver trasportato un animale non idoneo, rinuncia al proprio ricorso in Cassazione. Di conseguenza, la Corte dichiara inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse il ricorso incidentale dell'Ente Sanitario, che mirava a far valere la responsabilità del proprietario dell'animale. La rinuncia cristallizza la sentenza precedente, eliminando l'interesse all'impugnazione incidentale tardiva.
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Diploma Magistrale GAE: Cassazione nega l’inserimento
La Corte di Cassazione, con ordinanza 7515/2023, ha stabilito che il possesso del diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 non è titolo sufficiente per l'inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento (GAE). Accogliendo il ricorso del Ministero dell'Istruzione, la Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello, specificando che il diploma, sebbene abilitante, non conferiva il diritto di accesso alle graduatorie permanenti, trasformate poi in GAE. La decisione si allinea con i principi già espressi dall'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, negando il diritto all'inserimento nelle liste per le assunzioni a tempo indeterminato.
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Tributo controllo sanitario: chi paga? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il tributo per il controllo sanitario sui prodotti ortofrutticoli non è dovuto solo dai produttori, ma da tutti gli operatori del settore, inclusi i commercianti all'ingrosso. Ribaltando le decisioni dei gradi inferiori, la Corte ha affermato che la normativa nazionale ed europea impone una responsabilità condivisa lungo tutta la filiera agroalimentare per garantire la sicurezza e la sanità dei prodotti, rendendo così legittima l'imposizione del tributo anche a chi si occupa della sola commercializzazione.
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Condono Fiscale IVA: estinzione del giudizio
Una contribuente, accusata di aver acquistato autovetture a un prezzo inferiore al valore di mercato e quindi chiamata a rispondere solidalmente per l'IVA evasa dal venditore, ha visto il suo contenzioso estinguersi in Cassazione. Durante il procedimento, la contribuente ha aderito con successo a una definizione agevolata (condono fiscale), saldando il debito. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento del condono, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, con compensazione delle spese legali tra le parti.
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Legittimazione passiva sanità: chi paga il debito?
Una struttura sanitaria privata ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria Locale (ASL) per il pagamento di prestazioni erogate. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la legittimazione passiva sanità non spetta all'ASL che ha stipulato il contratto, ma all'ente specificamente incaricato del pagamento dalla Regione. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso per revocazione presentato dalla struttura sanitaria, confermando che l'individuazione del soggetto debitore deriva da una precisa norma di legge e non da un errore di fatto, consolidando un importante principio sulla responsabilità dei pagamenti nel settore sanitario convenzionato.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione tra il 1982 e il 1990. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione medici specializzandi, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/99. Le incertezze giurisprudenziali invocate dai ricorrenti non sono state ritenute idonee a posticipare tale termine.
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Licenziamento collettivo: i criteri di scelta dei lavoratori
Una lavoratrice impugna il suo licenziamento nell'ambito di una procedura di licenziamento collettivo, contestando i criteri di scelta e la limitazione della platea dei lavoratori da licenziare a specifiche unità produttive. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della procedura. Ha stabilito che la scelta dell'imprenditore di ridurre il personale è insindacabile nel merito e che la limitazione della platea è ammissibile se giustificata da oggettive esigenze tecnico-produttive, come nel caso di specie.
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Prescrizione presuntiva: quando non si applica
Una società si opponeva al pagamento di una parcella legale invocando la prescrizione presuntiva, ma contemporaneamente contestava l'esistenza stessa del credito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7063/2023, ha stabilito che tale linea difensiva è contraddittoria e inammissibile. La difesa di prescrizione presuntiva, infatti, presuppone il riconoscimento che il debito sia esistito e si fonda sulla presunzione che sia stato pagato, rendendola incompatibile con la negazione del credito stesso.
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Giudicato esterno: appello inammissibile
Un avvocato ha intentato una causa contro un Ministero per ottenere maggiori compensi professionali, nonostante un'ordinanza precedente, divenuta definitiva, li avesse già liquidati. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta applicando il principio del giudicato esterno. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando inammissibile l'ulteriore ricorso del legale, poiché la definitività della precedente ordinanza impediva di ridiscutere la questione. Il fulcro della controversia è l'effetto preclusivo di una decisione giudiziaria passata in giudicato su successive azioni legali relative alle medesime prestazioni.
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Imposta di registro rendita: età o vita residua?
La controversia riguarda il calcolo dell'imposta di registro rendita vitalizia, stabilita come risarcimento danni. L'Ente Fiscale sostiene l'uso di coefficienti legati all'età anagrafica, mentre una struttura sanitaria, forte di una decisione favorevole in secondo grado, propende per un calcolo basato sulla ridotta aspettativa di vita effettiva. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio per consentire alla parte contribuente di accedere alla definizione agevolata della lite, rinviando la decisione sul merito della questione.
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Definizione agevolata: sospensione processo tributario
La Corte di Cassazione ha sospeso un processo tributario riguardante la deducibilità dell'ammortamento dell'avviamento ai fini IRES. La sospensione è stata concessa su richiesta della società contribuente, che ha dichiarato di volersi avvalere della definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022. L'ordinanza interlocutoria ha fissato un termine per il deposito della domanda di definizione e del relativo pagamento, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Ascolto del minore: obbligatorio se passa tempo
In un caso di affidamento conteso, una madre si era vista revocare la custodia a favore del padre a causa di comportamenti ostruzionistici. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione perché la Corte d'Appello non aveva proceduto a un nuovo ascolto del minore, all'epoca di 9 anni, ritenendo sufficiente un'audizione avvenuta due anni prima. La Suprema Corte ha ribadito che l'ascolto del minore è un adempimento fondamentale, la cui omissione ingiustificata rende nulla la sentenza, specialmente quando il tempo trascorso ha inevitabilmente mutato la percezione e la maturità del bambino.
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Definizione agevolata: sospensione del processo
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato in Cassazione una sentenza favorevole a una società in materia di accertamento IRAP sull'ammortamento dell'avviamento. La società contribuente ha richiesto la sospensione del giudizio per avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti, introdotta dalla Legge n. 197/2022. La Corte, accogliendo l'istanza, ha sospeso il processo fino al 10 luglio 2023, data entro cui il contribuente deve dimostrare di aver presentato la domanda e pagato gli importi dovuti.
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Sospensione processo tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha ordinato la sospensione di un processo tributario riguardante accertamenti IRES e IRAP su ammortamenti di avviamento. La decisione fa seguito all'istanza dei contribuenti di avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla Legge n. 197/2022. Il provvedimento stabilisce un termine per il deposito della documentazione attestante l'adesione alla procedura, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Ricorso per cassazione: copia non autentica e nullità
Due soci impugnano in Cassazione un accertamento fiscale per operazioni inesistenti. La Corte dichiara il ricorso per cassazione inammissibile perché i ricorrenti hanno depositato solo una copia 'uso studio' della sentenza impugnata, priva del visto di conformità, violando l'art. 369 c.p.c.
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Esenzione IMU enti ecclesiastici: il caso scuola
Un comune ricorreva contro l'esenzione IMU concessa a un ente religioso per un immobile adibito a scuola paritaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la valutazione sulla natura non commerciale dell'attività, basata sul confronto tra rette e costi, è un apprezzamento di fatto insindacabile in sede di legittimità. La sentenza chiarisce i limiti del sindacato della Suprema Corte sulla valutazione delle prove, confermando l'esenzione IMU per l'ente ecclesiastico.
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Edificabilità dell’area e IMU: la perequazione conta
Un contribuente ha richiesto il rimborso di IMU e TASI sostenendo la non edificabilità di un'area di sua proprietà. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'inclusione dell'area in un piano di perequazione urbanistica ne conferma la potenziale edificabilità dell'area ai fini fiscali, anche se destinata a servizi pubblici, escludendo quindi il diritto al rimborso.
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