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Controllo indiretto

Definizione

Si verifica quando una società controlla un'altra non possedendone direttamente le quote, ma attraverso altre società che a sua volta controlla (un controllo 'a catena').

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Liquidazione IVA di gruppo: ammesso il controllo indiretto
L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'adesione di una società alla liquidazione IVA di gruppo, ritenendo insussistente il requisito del controllo. La capogruppo deteneva il 75% della controllata in modo indiretto, tramite due società intermedie interamente possedute, ciascuna titolare del 37,5%. L'amministrazione sosteneva che la partecipazione superiore al 50% dovesse far capo a un unico soggetto intermedio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, stabilendo che il controllo indiretto è valido anche se frazionato tra più società intermedie interamente controllate. Ciò che conta è la sostanza economica e l'esistenza di un potere decisionale unitario in capo alla capogruppo. Di conseguenza, le società vincono la causa e l'adesione alla procedura viene confermata.
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Controllo Indiretto IVA di Gruppo: Fisco battuto, vince la holding
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale sulla liquidazione dell'IVA di gruppo. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il beneficio a una capogruppo perché il suo controllo su una società era esercitato tramite due diverse controllate, che possedevano il 50% ciascuna. Secondo i giudici, però, il requisito del controllo superiore al 50% è soddisfatto anche in questo modo. La sentenza stabilisce che il **controllo indiretto IVA di gruppo** è valido anche se ottenuto sommando le quote possedute da più società direttamente controllate. Ciò che conta è il potere decisionale effettivo della capogruppo. Di conseguenza, il ricorso dell'Agenzia è stato respinto e le ragioni delle società sono state accolte.
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Controllo indiretto IVA di gruppo: Fisco battuto, vale la somma
L'Agenzia delle Entrate aveva negato a un gruppo societario l'accesso alla liquidazione IVA di gruppo. Il motivo era la presunta mancanza di controllo (superiore al 50%) della capogruppo su una società controllata. Tale controllo, infatti, non era diretto ma si realizzava sommando le partecipazioni detenute da due società intermedie. La Corte di Cassazione ha respinto la tesi del Fisco, stabilendo un principio fondamentale: il **Controllo indiretto IVA di gruppo** è valido. Il requisito della partecipazione maggioritaria può essere soddisfatto anche sommando le quote possedute da più società direttamente controllate dalla capogruppo. Di conseguenza, le società hanno vinto la causa e il loro diritto al regime agevolato è stato confermato.
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Controllo indiretto società pubblica: le regole
In un caso di somministrazione illecita di manodopera, la Cassazione ha stabilito che le regole sul reclutamento pubblico si applicano anche in caso di controllo indiretto società pubblica. La Corte ha chiarito che se un ente pubblico controlla una società che a sua volta ne controlla un'altra, anche quest'ultima è soggetta a specifici obblighi. La sentenza di merito è stata annullata con rinvio per accertare la presenza degli ulteriori requisiti di legge.
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