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Controllo Formale 36-Ter

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Controllo formale 36-ter: quando è valido?
Un contribuente contesta un avviso di liquidazione derivante da un controllo formale 36-ter, lamentando la violazione del diritto al contraddittorio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il dialogo preventivo non è sempre obbligatorio in questa procedura e che l'interlocuzione avvenuta tra l'Ufficio e il CAF del contribuente è sufficiente a garantire la correttezza dell'azione amministrativa.
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Controllo formale 36-ter: i vizi della sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di secondo grado in materia tributaria. Il caso riguarda una cartella di pagamento emessa a seguito di un controllo formale 36-ter. La Corte ha riscontrato vizi procedurali nella decisione impugnata: il giudice d'appello si era pronunciato su questioni non sollevate dal contribuente (ultrapetizione) e aveva omesso di decidere su specifiche richieste relative alla deducibilità delle spese (omessa pronuncia). Di conseguenza, il giudizio è stato rinviato a un nuovo giudice di secondo grado per una corretta valutazione.
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Controllo formale 36-ter: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7227/2024, ha chiarito la legittimità dell'uso del controllo formale 36-ter da parte dell'Amministrazione Finanziaria per disconoscere detrazioni fiscali. Il caso riguardava il diniego di una detrazione per risparmio energetico tramite una cartella di pagamento. La Corte ha stabilito che questa procedura, che prevede un esame documentale, è idonea e non richiede necessariamente l'emissione di un avviso di accertamento, a differenza del controllo automatizzato (art. 36-bis).
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