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Controlli a tavolino

Definizione

Verifiche fiscali condotte dall'Agenzia delle Entrate presso i propri uffici, basate sull'analisi dei documenti forniti dal contribuente (come dichiarazioni, fatture, questionari) senza un accesso fisico presso la sede dell'azienda.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contraddittorio endoprocedimentale: No ai 60 giorni per controlli a tavolino
Un'azienda ha ricevuto un avviso di accertamento IVA basato su un controllo 'a tavolino'. L'azienda ha contestato l'atto, sostenendo la violazione del contraddittorio endoprocedimentale perché l'Agenzia non aveva rispettato il termine di 60 giorni previsto dallo Statuto del Contribuente. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Amministrazione Finanziaria. Ha stabilito che il termine dilatorio di 60 giorni è una garanzia che si applica solo in caso di accessi, ispezioni e verifiche fiscali presso la sede del contribuente. Non si applica, invece, ai controlli 'a tavolino', per i quali il dialogo tra le parti è già in corso tramite scambi documentali. Di conseguenza, l'atto è stato ritenuto valido.
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Costi indeducibili: la Cassazione sui controlli fiscali
La Corte di Cassazione ha stabilito che i costi derivanti da operazioni oggettivamente inesistenti sono indeducibili. Con l'ordinanza n. 5419/2024, ha chiarito che il termine dilatorio di 60 giorni prima dell'emissione dell'avviso di accertamento non si applica ai 'controlli a tavolino', ma solo alle verifiche fiscali in loco. Quando l'Agenzia delle Entrate fornisce un quadro di indizi gravi, precisi e concordanti, l'onere di provare l'effettiva esistenza delle operazioni ricade sul contribuente, per il quale la sola fattura non è sufficiente a superare i dubbi sui costi indeducibili.
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Contraddittorio preventivo: non sempre obbligatorio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13496/2019, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamenti fiscali. L'obbligo del contraddittorio preventivo non si applica ai cosiddetti 'controlli a tavolino', ovvero quelli basati esclusivamente su documenti già in possesso dell'Amministrazione Finanziaria. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassando la sentenza di merito che aveva annullato gli avvisi di accertamento per la mancata instaurazione del dialogo preventivo con il contribuente. La decisione distingue nettamente tra controlli documentali e verifiche invasive come accessi e ispezioni.
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