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Contributi Omessi

Definizione

Contributi previdenziali che il datore di lavoro avrebbe dovuto versare all'ente di previdenza per il proprio dipendente, ma che non ha pagato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Collaborazione o Subordinazione? La Cassazione chiarisce il rapporto di lavoro
L'INPGI ha richiesto a una società il pagamento di contributi previdenziali omessi per un giornalista. Il professionista era stato assunto con contratti di collaborazione, ma i giudici di merito hanno riqualificato il rapporto come di lavoro subordinato, data la sua stabile integrazione nell'organizzazione aziendale. La società ha presentato ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi, confermando la qualificazione del rapporto di lavoro subordinato e la legittimità delle sanzioni applicate per i contributi omessi. Ha ribadito che il regime sanzionatorio per gli enti previdenziali privatizzati non applica automaticamente le norme generali senza una specifica adozione.
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Contributi omessi: CIG fittizia e onere della prova
Una società ha utilizzato la Cassa Integrazione (CIG) per dipendenti che in realtà continuavano a lavorare, generando un contenzioso sui contributi omessi. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'azienda, confermando le sentenze dei gradi inferiori. La Corte ha precisato che il verbale dell'INPS ha valore di prova legale solo per i fatti attestati direttamente dall'ispettore, mentre le altre valutazioni sono liberamente apprezzabili dal giudice, il cui giudizio, se ben motivato, non è sindacabile in sede di legittimità.
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Rendita vitalizia: prova scritta del lavoro necessaria
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito che concedeva una rendita vitalizia a un lavoratore per contributi non versati durante la sua attività in un'impresa agricola familiare. L'ordinanza sottolinea che, per ottenere tale beneficio, è indispensabile fornire una prova scritta che attesti l'esistenza, la durata e la natura subordinata del rapporto di lavoro, requisito che la corte inferiore non aveva verificato. La semplice collaborazione familiare non è sufficiente.
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